Refettorio Felix: il futuro della cucina è e(ste)tico

Refettorio Felix

refettorio felixGià il termine latino evoca un luogo gioioso, colorato, accogliente. E l’ambiente rispecchia l'atmosfera felice che si respira. 

Legno chiaro e scuro, lampade stile giapponese, piantine in ogni angolo. Un luogo che somiglia molto di più a un bistrot che a una mensa per i meno fortunati.

Lo chef Massimo Bottura, da bravo italiano, sa che sedersi a tavola non significa semplicemente mettere qualcosa  sotto i denti. Il cibo è condivisione, momento di relax, incontro, solidarietà.

Il cuoco di fama mondiale, emiliano doc, porta avanti da anni l’associazione no profit Food for soul con il The felix project, che ha come obiettivo recuperare gli scarti di cibo trasformandoli in pasti nutrienti.

Un uomo con una carriera sorprendente nonostante i soli 55 anni, che ha viaggiato il mondo e ha ristoranti a New York, in Brasile, a Londra. 

 

E, dall’alto della sua esperienza, ha imparato che ciò che dagli altri viene considerato un rifiuto può diventare un vero tesoro agli occhi di chi sa come valorizzarlo. Ed è lì che l’atto di cucinare si trasforma in simbolo, in messaggio...in arte.

Il cibo è comunità

cibo-comunitàIl Refettorio Felix, nella zona di Earl’s Court ad ovest di Londra, offre dal lunedì al venerdì pasti ai senzatetto e alle persone più vulnerabili. Ciò che sarebbe destinato alla spazzatura viene prontamente recuperato presso i fornitori locali dai volontari di The Felix Project.

Gli allestimenti dello spazio mensa sono stati progettati da StudioIlse, con il contributo dell’architetto Charles Wainwright. Posate, vasellame, il modo in cui viene apparecchiata la tavola, tutto contribuisce a regalare ai pasti un'atmosfera familiare.

Pranzo e cena recuperano la dimensione conviviale; di fronte a un buon piatto di pasta preoccupazioni e problemi si fanno meno pesanti.

Portare in tavola la dignità

massimo-bottura-9In Inghilterra, nella ricca e florida Gran Bretagna, un bambino su dieci va a letto affamato perché i genitori faticano a portare ogni giorno il cibo in tavola. Questo nonostante il surplus di alimenti, che spesso non viene venduto o considerato inutilizzabile solo perché esteticamente imperfetto.

Riflettiamo un attimo sulle nostre abitudini quotidiane. Quante cose buttiamo che magari sono scadute da pochi giorni ma tranquillamente commestibili?

«La cucina del futuro non deve essere fatta per un’élite di persone, non sarà al servizio dell’estetica, ma creeremo piatti che hanno un significato etico straordinario». Così Bottura descrive la sua visione che rivela il desiderio dello chef di voler rivoluzionare sempre più il modo in cui mangiamo.

Una cucina stellata

alain-ducasseLo chef emiliano è attivo da anni con progetti in ambito sociale. A collaborare anche altri chef stellati come Alain Ducasse e Alberto Crisci, che hanno messo a disposizione il loro genio culinario per trasformare gli ingredienti in eccesso in golosi menu da tre portate.

Gli spazi della mensa vengono peraltro usati per ospitare eventi e programmi di imprenditorialità sociale che hanno lo scopo di coinvolgere la comunità locale nella battaglia contro lo spreco alimentare.

trefettorio-gastromotiva

Le mense solidali sono già presenti in altre città quali Modena con il Refettorio ambrosiano, allestito in un vecchio teatro dismesso. Stessa operazione in Brasile, dove ha preso forma il Refettorio Gastromotiva in concomitanza e in contrasto con gli sprechi delOlimpiadi di Rio 2016.

«Saper guardare al futuro è una cosa fondamentale: è per questo che il progetto, che non è di carità ma culturale, ha bisogno di grandi cuochi e della loro conoscenza. Cultura, coscienza, conoscenza e senso della responsabilità sono le caratteristiche del cuoco del futuro».

 

di Irene Caltabiano

 

 

 

 
 

 

 

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