Recup: riciclando cibo ricostruiamo il senso di comunità

L’appuntamento è a fine mercato, quando i commercianti stanno per chiudere le saracinesche.

Un paio di ragazze si avvicinano e chiedono frutta e verdura rimasta invenduta. Poi la portano in un punto preciso, la dividono in cassette e la lasciano a disposizione di chi ne ha bisogno. Questo il mondo di Recup, realtà quotidiana di Rebecca Zaccarini, grintosa venticinquenne che da sempre odia gli sprechi. 

L’ispirazione? L’Erasmus a Lille, dove attorno al mercato di Wazemmes si muovono molti progetti sociali e solidali. Perché allora non sviluppare qualcosa di simile anche nel cuore di Milano, alle bancarelle di Viale Papiniano? 

Rebecca comincia ad aggirarsi tra gli espositori a fare un po’ di domande e nota che, a fine giornata, molti italiani, stranieri e anziani frugano nelle pattumiere per recuperare qualcosa da mettere sotto i denti. « All’inizio anche loro ci guardavano con diffidenza  e volevano fare da soli.  Oggi, a distanza di due anni, fanno parte di Recup: sono i nostri aiutanti. Insieme andiamo dai commercianti e dividiamo tutto quanto. Ce n’è sempre per tutti ».

 
 
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