Quattro funerali e una crisi: quando anche le pompe funebri fanno marketing

Per pagare e morire c’è sempre tempo.
Recita così la pubblicità della Taffo, agenzia di pompe funebri aquilana, che si è ormai specializzata nel funeral marketing, dimostrando che si può ironizzare anche sulla morte. Ebbene sì, persino nel settore in cui si pensava ci fosse sempre mercato è arrivata la crisi. Le imprese funerarie hanno sempre adottato strategie commerciali silenziose, puntando  su affidabilità, competenza e passaparola. Ora c’è concorrenza addirittura in questo campo e così spopolano pagine Facebook, LinkedIn e Twitter.  
 
Ciascuna impresa si è scervellata per non soccombere. C’è chi ha puntato sulla differenziazione dell’offerta, aggiungendo al pacchetto assistenza fiscale e burocratica per eredità o reversibilità delle pensioni; chi fornisce consulenza psicologica ai parenti del defunto o possibilità di ordinare online la propria composizione floreale.   La compresenza sempre più ampia di diverse culture ha fatto sì che molte imprese abbiano persino aperto gli orizzonti a tradizioni e riti mortuari diversi  da quello cattolico.
 
La scelta degli slogan lascia certamente ampi margini di discussione. Molti sono infatti al limite del macabro,  facendoci chiedere se sia il caso di scherzare su certe cose. Nonostante il dibattito sull’opportunità della reclaim, si deve riconoscere che questo tipo di pubblicità fa sicuramente presa, facendo ricordare il marchio.
 
Il caro e vecchio dibattito tra etica e marketing? Il rischio è di commercializzare persino la morte di non avere abbastanza rispetto per dolore e sofferenza che inevitabilmente comportano un evento del genere. Nonostante questo, forse ironizzare sulla morte è l’unico modo per esorcizzarla. D’altronde anche Woody Allen diceva: « Non ho paura di morire. Solo non vorrei essere lì quando succede ». 
 
 
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