Quando l'ignoranza linguistica è anche colpa del doppiaggio

I doppiatori italiani sono i migliori del mondo. 
Quanto ci piacciono un Kurt Russell o un George Clooney che parlano nella lingua di Dante. Si, ma a quale prezzo?  L’ignoranza e il tentennamento nel fare un discorso di senso compiuto in un’altra lingua. Pensateci, il primo consiglio che viene dato a chi vuole imparare un idioma diverso  è cominciare a vedere film e serie tv in lingua originale. Fortunatamente qualche cinema fa proiezioni di questo tipo, ma nella maggioranza sono sale d’essai, cineteche o festival. 
 
Il doppiaggio è un retaggio dell’epoca fascista, in cui la priorità era mantenere la purezza della lingua italiana, la censura di scene in lingua originale era più complicata e si doveva certamente finanziare l’industria cinematografica, all’epoca in via di sviluppo. Ma adesso? È ancora necessario? 
 
 L’Olimpo dei bravi doppiatori è sempre più ristretto. Certo, impossibile pensare a Woody Allen senza la voce di Oreste Lionello o il genio della lampada di Aladdin privato dell’inconfondibile timbro di Gigi Proietti. Per non parlare di Alberto Sordi, che ha cominciato come doppiatore di Ollio. Tuttavia il problema è che i professionisti del doppiaggio  devono essere in primis attori, capaci di reinterpretare emozioni e espressioni di un personaggio. Oggi l'ambiente pullula di VIP, provenienti da tutt'altro campo, che si improvvisano tali ( vedi Belen, Arisa, Micaela Ramazzotti). E l’azienda risparmia. La tendenza attuale è spendere meno a discapito della qualità ; gli stessi addetti ai lavori si lamentano di turni sempre più serrati  e ricorso al lavoro non regolamentato. Luca Ward (voce di Keanu Reeves, Hugh Grant, Russell Crowe, Robert Downey Jr) e tantissimi altri sottolinea come sacrificare la qualità dell’interpretazione in nome  di parametri come quantità e velocità, non ha fatto altro che trasformare l’arte in sfruttamento. 
 
La verità sta nel mezzo? Si tratta di capire quali film vale la pena doppiare o meno? Non lo so. Ma onestamente credo che, se la situazione si rovesciasse, ovvero se cominciassero a circolare solo film  in lingua originale, gli italiani non protestebbero. Probabilmente dopo un po’ l’abitudine avrebbe la meglio. 
 
Un esercito di cultori ormai va raramente al cinema solo perché è stufo di vedere attori fuori sincro , con la stessa passione di un bradipo stanco. Meglio scaricare in versione originale e vedere il film ancora prima che esca nelle sale. Tanto di cappello ad alcuni mostri di bravura, ma forse, da una decisione del genere, non si avrebbero più vantaggi che svantaggi? 
 
 
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