Perché le casse di previdenza private investiranno in MPS?

Il governo chiede un aiuto per il salvataggio di Monte dei Paschi di Siena e le casse rispondono: "obbediamo!".

Si ma perché?

Le casse pensionistiche private sono pregate di fare la loro parte nel salvataggio delle banche italiane, a partire dal Monte dei Paschi di Siena partecipata dal Tesoro. 

L’indicazione, tutta politica, arriva dall’Associazione degli Enti previdenziali privati (Adepp) che lunedì 25 luglio ha deliberato di “sostenere l’iniziativa Atlante 2″ per il salvataggio bancario, dopo la richiesta del governo di immettere 500 milioni di euro.

L'associazione delle casse private, presieduta dal dott. Alberto Oliveti (cassa dei medici) ha deciso di "aiutare" la banca senese, di cui il Governo è socio. 

Ci rendiamo conto che può essere un investimento redditizio, non di massimo grado, ma soprattutto in nome dei nostri iscritti presenti e futuri cerchiamo di allontanare rischi per il Paese che, nell’immediato, stanti i nostri portafogli patrimoniali, ci costerebbero molto più delle aspettative di investimento

Politica e favori, insomma. 

Nei quali, però, difficilmente potranno rientrare le delibere sull’investimento in Atlante da parte di casse già in seria difficoltà, come per esempio l’Inpgi, l’istituto previdenziale dei giornalisti, o quella degli Ingegneri. 

Ma vi è di più. 

All’oppressione dello Stato sulle Casse si accompagna la crisi economica che investe l’attività di gran parte dei professionisti italiani. Più della metà sono sotto la soglia del reddito minimo.

E non sono evasori, ma soggetti che operano in una situazione di sovraffollamento degli albi, di decurtazione illegittima dei compensi, di selvaggia abolizione dei minimi tariffari.

Le Casse di previdenza devono intervenire al più presto con misure integrative. Di ciò dovrebbe dibattersi nei Congressi professionali.

Secondo il Dipartimento delle Finanze i redditi dei professionisti sono andati a picco e sono ulteriormente diminuiti di un altro 30-40 per cento ripsetto al 2014.

Gli appetiti dello Stato sul risparmio previdenziale delle Casse private professionali sono in fase crescente. Ritornano i tempi dei "prelievi forzosi", stavolta a fondo perduto.

Le Casse vengono individuate tra i soggetti privati quando si tratta di obbligarle a pagare. Ma vengono, invece, considerate enti pubblici quando si tratta di assoggettarle a investimenti forzosi.

Duccio
Digital finance instigator

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Ma vi è di più. All’oppressione dello Stato sulle Casse si accompagna la crisi economica che investe l’attività di gran parte dei professionisti italiani. Più della metà sono sotto la soglia del reddito minimo.
E non sono evasori, ma soggetti che operano in una situazione di sovraffollamento degli albi, di decurtazione illegittima dei compensi, di selvaggia abolizione dei minimi tariffari.
Le Casse di previdenza devono intervenire al più presto con misure integrative. Di ciò dovrebbe dibattersi nei Congressi professionali.
Secondo il Dipartimento delle Finanze i redditi dei professionisti sono andati a picco.

 

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