Pagare o entrare in ufficio? Lo faremo con i microchip sotto pelle

Un tempo esistevano i prestigiatori.

prestigiatoreQuei personaggi che affermavano di essere capaci, con la sola forza della mente, di spostare oggetti. Oggi la magia, depurata dalle credenze popolari, ha un nuovo nome: tecnologia. Molte azioni che un secolo fa ci sarebbero sembrate impensabili oggi fanno parte del quotidiano.

E il progresso non accenna certo ad arrestarsi, sconfinando nella fusione tra uomo e macchina, trasformandoci sempre più in cyborg. L’ultima tendenza, in campo lavorativo e non solo, è l’utilizzo dei microchip sotto pelle.

Aprire le porte con un gesto della mano

Grandi come un chicco di riso, impiantati tra pollice e indice; un unico gesto della mano per aprire tutte le porte, senza rischiare di dimenticare badge o passare ore a cercare documenti in borsa. I nuovi dispositivi sono sempre più piccoli, funzionali e...pervasivi.

L’ultima novità viene da un’azienda del Wisconsin. La Three Square market ha infatti deciso di proporre ai suoi dipendenti un nuovo sistema di accesso alla sede di lavoro, un microchip che andrà a sostituire il cartellino e sarà attivo dal primo agosto.

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Il sistema consentirà ai vertici di tracciare continuamente i dipendenti all’interno dell’ufficio e, grazie a quel piccolo pezzo di metallo sottocutaneo, i lavoratori potranno fare qualsiasi cosa; dall’entrare in ufficio al pagare pranzo o snacks avvicinando la mano agli appositi dispositivi, diventeremo una sorta di carta di credito vivente. Risultato? Finora più di cinquanta degli ottantacinque dipendenti hanno accettato la novità.

La tecnologia alla base sarà la Rfid ( radio frequency identification), ovvero un meccanismo per l’identificazione e o memorizzazione automatica di informazioni inerenti oggetti, animali o persone. La registrazione dei dati avviene tramite particolari etichette elettroniche chiamate tag, capaci di rispondere a distanza all’interrogazione da parte di appositi apparati fissi o portatili chiamati reader.

Ecco come viene inserito un microchip sotto pelle

«I microchip sono il futuro nel campo dei pagamenti e noi vogliamo essere parte di questo fenomeno» spiega Todd Westby, CEO della startup che fornisce macchinette e software per la pausa pranzo di uffici e negozi. I dispositivi, realizzati dalla Bio Hax, sono abilitati per il near-field communications, cioè funzionano come una carta di credito contactless. Inoltre, per chi volesse rimuoverlo, è possibile farlo in pochi secondi. 

Non solo sul lavoro

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I microchip sotto pelle non si stanno diffondendo solo in campo strettamente professionale. Alcune persone hanno già provveduto a un impianto privato. Un uomo olandese di 32 anni ad esempio ha deciso di inserire nel proprio corpo diversi tag. Così dimenticare le chiavi della macchina o di casa non sarà più un problema perché l’auto o la porta “riconosceranno” immediatamente il proprietario.

Quali controindicazioni?

Alcuni potrebbero pensare che il principale problema di avere impianti sottocutanei sia a livello fisico. Certo, avere un corpo esterno sotto pelle potrebbe non essere privo di controindicazioni, ma chi l’ha provato dichiara che il dispositivo è talmente piccolo da non dare assolutamente fastidio, nemmeno in fase di inserimento.

Tuttavia il prezzo più alto potrebbe essere legato alla nostra privacy, violando anche quel poco di riservatezza rimasto nelle nostre vite. Perché? Un microchip ci rende individuabili in qualsiasi momento, più di quanto lo siamo adesso con gli smartphone. Con la differenza che almeno un cellulare si scarica o possiamo spegnerlo. I vantaggi sono numerosi, ma l’altra faccia della medaglia riguarda l’essere costantemente monitorati.

Pensate che secondo Elon Musk, CEO di Tesla e cofondatore di Paypal, usare la tecnologia per potenziare i nostri sensi sarà l’unico modo per non esserne sopraffatti.

E questa visione non lascia per niente tranquilli.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 
 
 

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