Open Garden Baladin, i cantastorie del crowdfunding per un parco...a tutta birra!

Trenta giorni, una campagna di crowdfunding su Indiegogo e duecentomila dollari.

Questi i mezzi per dare vita al primo Open Garden italiano della birra artigianale. Un luogo in cui si potrà sorseggiare ottimo nettare di malto e riunirsi lontani dal traffico cittadino, nel pieno rispetto della natura. Un giardino di 70.000 metri quadrati a Piozzo, nel cuore delle Langhe piemontesi, dove gli amanti del buon cibo degusteranno prodotti locali e parteciperanno a percorsi didattici. In alternativa, ci si può improvvisare chef e cucinare ciò che si è portato da casa o affidarsi in tutto e per tutto ai cuochi stellati presenti sul posto. 

Un sogno che Teo Musso, mastro del birrificio Baladin, vuole finalmente trasformare in realtà, al motto di “la birra è terra”. Un viaggio che parte dall’orzo, dal luppolo e dalla passione di un giovane appassionato “giullare”, che aveva già aperto nel 1996 un brewpub ( le baladin in francese significa cantastorie). L’idea alla base è l’incontro della comunità con i valori artigianali e contadini troppo spesso dimenticati, inghiottiti dal cemento cittadino.  Così, accanto ai pregiati vigneti tipici della zona hanno cominciato a far capolino i luppoleti. Gli autoctoni si sono dimostrati molto aperti a favorevoli al “sovvertimento” della tradizione.

Open Garden Baladin però non è solo birra, ma anche recupero di luoghi storici. Lo dimostra la grande cascina del 1600 che ospiterà il forno a legna per il pane, offerto fresco agli avventori. O ancora la sala convegni, i mercati dei produttori locali a km 0, la macelleria e, fiore all’occhiello, il laboratorio di cioccolato artigianale. Inoltre, per farne un vero e proprio polo culturale, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo avrà qui una succursale che consentirà  agli studenti  di produrre birra "viva". 

Un mese di tempo per un progetto che ha già testimonial illustri, primo fra tutti lo chef Joe Bastianich. Per chi sosterrà il progetto, a seconda di quanto sceglierà di donare, sono previsti ricchi premi: da un minimo di 13 dollari, con i quali si riceverà un cavatappi intagliato in una botte di Xyauyù più un voucher birra , a un massimo di 3000 dollari . La cifra più alta prevede un’area picnic con targa permanente di ringraziamento più una cena con tre amici preparata gratuitamente dagli chef, in compagnia di Musso. Per i più zen invece, un corso privato di pittura meditativa con Lucio Maria Morra, artista e monaco buddista. 

L’offerta è davvero varia: dalla raccolta del luppolo (30 dollari), ai corsi di degustazione (150) fino alle tavole rotonde ( 300) con chef del calibro di Davide Oldani, Gabriele Bonci, Ugo Nespolo e i birrai statunitensi Greg Koch e Sam Calagione. Ma c’è di più. Al di là della generosità di ciascuno, al raggiungimento dell’obiettivo di 200.000 dollari verrà inviata a tutti i supporter un link con una video lezione di cucina organizzata da Fuudly, nuovissimo social per i food lovers.

«Abbiamo messo in campo una delle più grandi operazioni di crowdfunding ''rewardbased'' in Italia, per rendere la nostra comunità protagonista attraverso un ricco programma di esperienze» dice Musso. L’inaugurazione del parco è prevista per giugno 2017 e inizialmente aprirà solo la domenica. Entro tre anni però si vorrebbe arrivare alla disponibilità per l’intero weekend. A suggellare il progetto, una nuova birra creata per l'occasione e battezzata Open Garden.

Un’occasione d’oro, anzi di luppolo, per mettere in luce la nostra cultura enogastronomica.

-GUARDA IL VIDEO-

(Credits-Cristiana De Tollis)

 

di Irene Caltabiano

 

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