"Non sono brava come credono..."

Silvia è bravissima, ma è l’unica a non saperlo

Silvia è una ragazza che non sa accettare un complimento. Ogni volta che qualcuno le rivolge una parola di apprezzamento, lei è sempre pronta a sminuirla.

“Complimenti, hai superato brillantemente l’esame!”

“Ma no, è stata solo fortuna, la prof mi ha fatto domande sugli argomenti su cui ero più preparata…”

“Brava! Sei stata assunta per lo stage!”

“Grazie, ma non ho fatto niente di speciale… Eravamo tantissimi al colloquio, non so perché l’azienda abbia scelto proprio me…  Prima o poi si accorgeranno che non sono brava come credono”

“Con la preparazione che hai, dovresti partecipare a questo concorso”

“In realtà non sono così preparata, ci sono tante persone che hanno studiato più di me…”

Mai un grazie puro e semplice, mai la soddisfazione di godersi un obiettivo raggiunto.

Silvia si sente sempre inadeguata di fronte ai suoi successi: i complimenti la imbarazzano, sente di non meritarli; si sente smarrita e impaurita di fronte a nuovi compiti che in realtà è perfettamente in grado di svolgere, e ha paura di essere “smascherata” nei suoi limiti e nelle sue mancanze.

A volte arriva addirittura ad autosabotarsi, facendo di tutto pur di perdere un’occasione, per dire a se stessa: “Visto? Non vali poi così tanto”

In realtà, tutto dimostra il contrario: a scuola è sempre stata la prima della classe, all’università si è laureata col massimo dei voti, i suoi datori di lavoro hanno molta stima di lei.

Ma per lei non basta: più fa carriera, più sente di non meritare il suo successo; più persone la apprezzano, meno si stente all’altezza.

Sindrome dell’impostore: che cos’è?

La sindrome dell’impostore è una condizione mentale che affligge donne – soprattutto – e uomini come Silvia: capaci, in gamba, preparati, ma che si sentono immeritevoli dei riconoscimenti ottenuti. E più i riconoscimenti aumentano, più si sentono fuori posto.

La sindrome dell’impostore colpisce soprattutto le persone più sensibili: quelle che pensano molto e che tendono ad essere severe con se stesse; quelle che hanno ricevuto un’educazione molto rigida, con poche lodi e tante critiche (costruttive e non), o che hanno subito il bullismo a scuola; quelle perfezioniste, costantemente alla ricerca di uno standard irraggiungibile, e di conseguenza sempre scontente.

Altre vittime perfette della sindrome dell’impostore sono le persone che hanno un forte senso del dovere e che hanno il terrore di deludere le aspettative altrui; o che hanno l’umana consapevolezza dei propri limiti e sanno di poter sbagliare, a differenza di chi è davvero incompetente e non si rende conto dei propri errori, tendendo a sopravvalutare le proprie capacità.   

Come uscirne?

 

Se ti riconosci nel racconto di Silvia, o ci rivedi il comportamento dei tuoi figli, probabilmente hai a che fare con la sindrome dell’impostore.

Consiglio: impara a dire “graziequando qualcuno ti dice che sei bravo.

E poi, sii consapevole che non sarai mai il migliore in assoluto. Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te, magari in Australia, ma ci sarà. Continua a fare tutto ciò che fai al meglio delle tue possibilità, ma non pretendere troppo da te stesso.

Premiati quando raggiungi un obiettivo, e ogni tanto ripercorri la tua storia. Ricorda tutti i sacrifici che hai fatto per arrivare dove sei ora, i traguardi raggiunti e anche i fallimenti, perché ogni tappa ti ha portato a essere quello che sei.

Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.

(Bertrand Russell)

 Rosa Cambara
 Blogger

 

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