Per raggiungere i tuoi obiettivi e conoscerti davvero, devi prendere carta e penna

Chi l’ha detto che tenere un diario è una cosa da ragazzine?

Annotare i propri pensieri, paure e desideri, per quanto confusi e in fase embrionale, consente di mettere a fuoco passato e presente, gettando le basi per il futuro. Il tutto facendo tesoro della giusta distanza; scrivere infatti ci libera del sovraccarico di emotività spesso fonte di rimuginamenti e sofferenza.

Scrivere per tenere sottomano ciò che conta. La memoria, infatti, spesso ci tradisce

Perchè-tenere-un-diarioUn errore comune è sovrastimare la capacità dell’attenzione di concentrarsi su quello che ci sta più a cuore, o che deve essere affrontato e risolto con urgenza. Infatti, la mente costretta a destreggiarsi tra troppi stimoli inevitabilmente perde per strada qualcosa. Esattamente come quando facciamo la spesa: ci illudiamo di poter fare a meno degli scomodi carrellini in plastica, carichiamo frutta, yoghurt e pane in mano…e sul più bello l’anguria si spiaccica a terra.

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Tenere un diario, quindi, “accende i riflettori” sulle cose inaspettate e positive che caratterizzano la quotidianità. Questo ci costringe a un cambio di prospettiva, smantellando l’approccio da “bicchiere perennemente vuoto”, un abito mentale “indossato” spesso meccanicamente.

Mettere per iscritto intuizioni, suggestioni e spunti che ci colpiscono all’improvviso è il modo migliore per “fermarli”  e lavorarci – anche inconsapevolmente – in un secondo momento. L’effetto domino e il meccanismo del “contagio” proprio delle associazioni mentali sono strumenti fondamentali per individuare le possibili soluzioni a un problema. Quante volte la cosa migliore da fare emerge attraverso approssimazioni successive, sfogliando come un ideale carciofo l’impulso iniziale, correggendolo, integrandolo o circoscrivendolo?

Il diario è utile a “fare il tagliando” alla propria motivazione

Perchè-tenere-un-diario-dueMettere a fuoco un obiettivo è solo il primo passo verso la realizzazione dello stesso. Tra il punto di partenza e quello di approdo, infatti, è necessario costruire un percorso quotidiano di tenacia, passione e capacità di scelta. Un’abilità, quest’ultima, che si nutre di esperienza. È quindi necessario rileggere periodicamente quello che si è scritto per verificare a che punto sono le azioni “di avvicinamento” che ci eravamo ripromessi di compiere. Magari abbiamo dimenticato qualcosa, o possiamo ricalibrare qualcosa di già fatto per ottimizzarne i risultati. E ancora, tenendo a mente un passo falso, evitiamo di ricascarci.

 

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Scrivere è un’abitudine che va acquisita

Perchè-tenere-un-diario-treNon hai mai tenuto un diario perché ti spaventa l’idea di doverci dedicare del tempo ogni giorno? In realtà si tratta di un’azione che, una volta intrapresa, si rivela meno condizionante e impegnativa del previsto. L’importante è fare in modo che diventi un rito legato a un ben preciso momento della giornata; ad esempio, puoi decidere di aggiornare il taccuino la sera prima di andare a dormire. Non devi obbligarti a lunghe e sfiancanti sessioni di autoanalisi: sono sufficienti dieci minuti.

Ultimo, ma non da ultimo, non utilizzare uno stile troppo forbito, perché questo renderebbe le tue parole artefatte. Esprimiti nel modo più naturale possibile, perché l’obiettivo è individuare con chiarezza i tuoi obiettivi e quello che vuoi diventare. Metti su carta i pensieri così come nascono nella tua mente: poco a poco questo ti permetterà di acquisire anche fluidità di azione. Inoltre, la scrittura del diario da noiosa ginnastica mentale si trasformerà in azione necessaria come respirare e piacevole come la brezza di giugno.

 
francesca garrisi
 

 

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