Natale in Amazzonia, dove la felicità è accontentarsi

La vigilia pedalando

darinka-amazzoniaUn po’ per caso, un po’ per ragioni geografiche, lo scorso Natale l’ho festeggiato a casa di un couchsurfer a Macapà, una cittadina sulle sponde settentrionali del rio delle Amazzoni.

Per chi non la conoscesse, Couchsurfing è una piattaforma in cui si può decidere di ospitare gratuitamente uno o più viaggiatori su richiesta di quest'ultimi, una sorta di Airbnb senza scambio di denaro. Altamir, il mio “host”, ha aspettato che la sera della vigilia, dopo il tramonto, una perfetta sconosciuta arrivasse in bicicletta da chissà dove, puzzolente e impolverata, a bussare alla sua porta. La prima cosa che ha fatto appena mi ha vista è stata offrirmi una lattina di birra ghiacciata e presentarmi con orgoglio ad almeno una trentina di amici e parenti. Era genuinamente felice di potermi ospitare il giorno di Natale, ed io ero contenta di avere un tetto sotto al quale dormire e una buona compagnia. Spiccicava quattro parole d’inglese ma con grandi sorrisi e un po’ di gesti ci siamo capiti benissimo.

 

Una sconosciuta è ospite d’onore

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Nella sua modesta dimora ho avuto addirittura il privilegio di avere una stanza tutta per me.  La mattina successiva, dopo una  dormita, mi sono accorta di riuscire a scorgere tra le travi del pavimento di legno un gruppetto di pulcini che scorrazzavano sul terreno, proprio sotto alla casa stile-palafitta (costruita dal padre ai lati della foresta). 

Un'abitazione il cui pavimento è allo stesso tempo tetto del pollaio!  Al mio risveglio ho scoperto che, tutti gli altri ospiti, in numero variabile dai dieci ai venti, avevano dormito in delle amache montate una sopra l’altra in salotto.

La felicità è accontentarsi

 

È il 25 dicembre, ci saranno trenta gradi all’ombra, non vedo nessuno scambiarsi regali, non c’è nemmeno un albero di Natale. Qualche lucina intermittente è sufficiente a rendere l’atmosfera festosa; la splendida armonia di  questa solare famiglia fa il resto. Li ammiro, sorrido, mangio, bevo e rido con loro (nonostante il portoghese non sia il mio forte) ma soprattutto ascolto e imparo la ricetta della felicità: accontentarsi. In questa parte del mondo semplicemente si apprezza quello che si ha e la possibilità di goderselo.

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Babbo Natale bomberos

amazzonia-3Faccio un giro per le strade e mi trovo davanti un camioncino dei pompieri vittima di "un atto di pirateria" da parte di Babbo natale e i suoi aiutanti. Ora lo guidano come fosse un carro di renne in giro per la città, lanciando caramelle ai bimbi, che lo inseguono senza scarpe di quartiere in quartiere. Li pedino per un po’ con la mia bici e poi giro verso il porto. Sto cercando una barca per risalire il Rio delle Amazzoni fino al confine boliviano. La prossima parte domani. Perfetto, avrò almeno il tempo per ringraziare nuovamente questa famiglia di sconosciuti che mi ha trattato come fossi una figlia, qui, dall’altra parte del mondo…

Ospitare giramondo sconosciuti è un modo di viaggiare

Per chi è interessato a viaggiare low cost ma soprattutto a vivere esperienze come quella che vi ho appena raccontato consiglio l’iscrizione a Couchsurfing, o ancor meglio, per chi gira in bici, a Warm Shower. Due siti in cui si offre ospitalità gratuita ai girovaghi. In realtà suggerisco la creazione di un account soprattutto a chi vorrebbe viaggiare e per qualsiasi ragione non ne ha la possibilità. Se girare il mondo, per molti, significa conoscere persone con usi e costumi differenti dai nostri, ospitandoli riusciremo a scoprire il globo attraverso i loro racconti e ad ampliare i nostri orizzonti.

 

di Darinka Montico 

Blogger, traveller e autrice di libri

 

Ecco i suoi libri:

Walkaboutitalia: l'Italia a piedi, senza soldi, raccogliendo sogni»

Mondonauta»

mondonauta L'Italia a piedi senza soldi

 

 
 
 

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