Nasce Panoxyvir il primo spray nasale che sconfigge il raffreddore

Una startup torinese progetta un farmaco che cura e previene i raffreddori

Addio al raffreddore, alle assenze al lavoro ed alle attività sociali con Panoxyvir il primo spray nasale antivirale in grado di prevenire e curare il raffreddore mediante l’innovativo uso di ossisteroli, molecole fisiologiche derivate dall’ossidazione enzimatica del colesterolo.

La sua attività antivirale ad ampio spettro è in grado di bloccare la replicazione del rinovirus a livello della mucosa nasale. Panoxyvir è in grado di prevenire l’insorgenza dei sintomi e la trasmissione della patologia, incidendo significativamente sui costi sociali da essa generati. Inoltre, Panoxyvir™ potrà essere usato per prevenire alcune patologie respiratorie gravi quali asma e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Pur non essendo una malattia rischiosa, il raffreddore ha un grosso impatto sulla vita economica e sociale della popolazione. 

Si calcola, infatti che si perdono circa 40mila ore di lavoro e 20mila di scuola ogni anno per i suoi sintomi che obbligano a restare a letto. 

Il raffreddore costerebbe ogni anno 250 milioni di euro agli italiani. Per guarirlo si acquistano circa 700 milioni di euro di medicinali, ecco perché il lancio di questo prodotto da parte della start-up torinese rappresenta un’innovazione importante.

Come è nata la startup

Un gruppo di ricerca torinese PanoxyvirTM, composto dai professori David Lembo e Giuseppe Poli e dai dottori Andrea Civra e Valeria Cagno, presso l’Azienda Opedaliero-Universitaria San Luigi Gonzaga ha ideato il farmaco con l’intenzione di offrire una sorta di antidoto al virus su base naturale. 

Il Progetto,che è già stato premiato da BioUpper, il percorso per sostenere le innovazioni nel settore delle biotecnologie mediche(lanciato da Novartis e Fondazione Cariplo, con il sostegno di PoliHub e Fondazione Humanitas), ad oggi deve solo superare tutti gli studi che precedono la sua messa in commercio e, dunque, sarà necessario continuare il lavoro di ricerca di base su questo processo per arrivare a un farmaco per l'uomo.

Simona

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