Matrimonio oggi? Scelta da veri romantici

Vale ancora la pena sposarsi?

matrimonio
Domanda secca, buttata lì, sul momento. Eppure, quesito che affligge trentenni e ultra-trentenni della nostra epoca. L' articolo omonimo di Miss Laurie Penny del Newsstatesman mi ha ancora una volta fatto aprire gli occhi su un disagio sociale che serpeggia, anche se non ufficialmente riconosciuto.
 

Saghe mentali

Lo chiameremo per comodità “sindrome della zitella”, marchio ignobile delle signorine "in età da marito" (espressione raccapricciante che ancora ci trasciniamo dietro) che non hanno ancora trovato la dolce metà . Questa patologia non riconosciuta comincia a manifestarsi non appena compiuti i 25 anni
 

Quell’ansietta che ti prende spenta la fatidica candelina che segna il passaggio da studentessa a “ Oddio, devo trovarmi un lavoro, devo diventare una persona seria, non posso più ubriacarmi e restare sveglia fino alle 5 del mattino”.  E subito, quella vocina interiore, proveniente  dal cervello o forse dall’utero, automatica e inconscia anche tra le donne più indipendenti ed emancipate: “Sono single, devo figliare sennò verrò etichettata come isterica, sfigata o frigida”.

Si parla di unioni civili e matrimoni gay ma ancora ci sono scogli mentali da superare riguardo le unioni tradizionali. In giro si avverte molta poca tolleranza e accettazione rispetto a un liberatorio “ bastare a sé stesse”, donne in primis. Anche a livello di terminologia, avete mai sentito parlare del femminile di scapolo d’oro?  Io no.

Moglie e mamma? Lavoro emozionale

Credo fermamente nel fatto che non tutte sentano la spinta darwiniana alla riproduzione della specie né che siano adatte a crescere bambini. Anche se piacciono, non è detto che si debba essere disposte a investirci una vita intera. Perché, ricordiamolo, fare la mamma è un’attività a tempo pieno e non riguarda il semplice fatto di mettere al mondo figli. L’espressione che sta sempre più prendendo piede è “lavoro emozionale”: fare le pulizie, preparare pappe, organizzare tempi propri e dei figli. Dopo secoli di imperativi quali sposarsi e procreare, è legittimo essere un po’ stanche?

Per i maschietti: non è un discorso femminista.  È un dato di fatto che il peso di queste cose, nonostante il miglioramento ci sia stato, ricada ancora una volta sulle donne. Sono piccoli segnali fin da quando siamo piccole, dalle bambole al corredo, da film e articoli di giornale in cui la “single lady” deve essere per forza in cerca di un “single man”. Peraltro, numerose ricerche hanno dimostrato che un uomo sposato è molto più sereno di una moglie. E anche i vedovi sono maggiormente spinti  a cercare una nuova compagna, mentre le donne possono gestirsi tranquillamente senza un uomo accanto.

 Ci sarebbero poi altri discorsi parallelli. Il matrimonio è spesso legato a una comodità economica. Lo stipendio di un uomo è infatti tendenzialmente più alto di quello di una donna, perciò la comunanza dei beni diventa un sollievo. Per questo motivo oggi il matrimonio diventa ancora di più una scelta consapevole e romantica. Proprio perché le donne hanno finalmente un’alternativa. E i limiti nel considerarla stanno solo nella nostra testa.

 

 

di IRENE CALTABIANO

 

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