Social food: la spigolatura, un rito antico per promuovere il nuovo

I nostri antenati erano più attenti riguardo a tematiche come lo spreco alimentare?  
Forse si. Quando l'incolto era destinato a marcire nei campi, arrivavano gli spigolatori; persone che, nella maggioranza povere, recuperavano le spighe rimaste dopo la mietitura. È questo il punto di partenza di Social food, iniziativa dell'LVIA, ong che da ben cinquant'anni opera in Albania, Africa e Italia e si occupa di garantire la sicurezza alimentare e sensibilizzare su stili di vita sostenibili. Recuperare a monte le eccedenze di cibo dunque, rafforzando le filiere locali. I contadini  devono essere sempre più capaci di difendere i loro bisogni nel rispetto della biodiversità.
 
« E se siamo attenti all'utilizzo di cibo e acqua nei Paesi in via di sviluppo, perchè non dovremmo esserlo nel nostro?», dice Sara Prandi, dell'ufficio Comunicazione LVIA Piemonte.  In Italia infatti, se da un lato il 9% della popolazione  ha difficoltà nell'accesso al cibo, il 26% della produzione ortofrutticola viene sprecata in fase di raccolta. Come riutilizzare dunque una tale quantità di beni alimentari?
 
LVIA ha pensato a un sistema webgis open source che, attraverso la geolocalizzazione, connette i produttori provvisti di eccedenze con gruppi di cittadini spigolatori del terzo settore. Quest' ultimi grazie  alla mediazione dell'ONG, recuperano l'incolto e si fanno carico di redistribuire le eccedenze a famiglie numerose e migranti.« Al momento siamo in fase di sperimentazione su Lagnasco, provincia di Cuneo, soprattutto in campo ortofrutticolo. Il progetto è rivolto a piccoli gruppi già associati, ma non si esclude che un giorno possa essere indirizzato anche al singolo cittadino», sottolinea Sara.
 
Il progetto ha già vinto il premio Sodalitas social innovation,, promosso dall'omonima fondazione per incrementare le organizzazioni nio profit legate a progetti di alta sostenibilità economica. L'idea  è approdata quindi su Withyouwedo, piattaforma di crowdfunding  del gruppo TIM, che aiuterà l'associazione nella promozione e nello sviluppo dell'iniziativa. 
 
Ma quale modo migliore per diffondere la lotta allo spreco se non partire dalle giovani generazioni? I ragazzi del liceo Silvio Pellico di Cuneo, grazie ad LVIA, hanno quindi sperimentato il processo di spigolatura, ritrovando una dimensione sociale diversa, garantita dallo stare insieme in mezzo alla natura.  Un'esperienza didattica che nasconde un sottotesto importante. « Spesso viene scartato dal mercato ciò che non corrisponde a precisi canoni estetici. In questo modo   si   recupera   frutta   e   verdura   che,   per   qualche   difetto,   non   si   adegua   agli   standard   di  produzione». Una lezione che potrebbe dirla lunga sull'importanza dell'accettazione, delle qualità che albergano in ciascuno di noi, al di là delle caratteristiche socialmente accettate.
 
Se l'iniziativa dovesse avere successo,  si vorrebbe allargare il raggio d'azione anche su  Roma e Torino e, perché no,   nelle aree del mondo di cui già   si occupa l'associazione ( con modalità differenti). La somma richiesta su Withyouwedo per la realizzazione è 10.000 euro. Sara conclude con un «Donate, donate, donate». 
 
Giusto. È un delitto che molti soffrano la fame solo per l'incapacità di gestire bene le nostre risorse. E progetti come Social Food sono un input significativo per  passare dalle parole ai fatti. 
 
 
Ecco lo spot che presenta il progetto:
 

 
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