Lunga vita alla eco-sepoltura

Non sarà certo uno degli argomenti più allegri da affrontare. 

bara-ecologicaNé il tema jolly da usare come rompighiaccio a cena dai suoceri. Tuttavia, al di là di gesti scaramantici, la sepoltura è qualcosa che interessa tutti. Anche al momento di esalare l’ultimo respiro si possono trasmettere le proprie volontà ambientaliste, senza lasciare in eredità ulteriore inquinamento. Perché dunque non optare per un’eco-sepoltura?

Cos’è?

Niente lapidi, liquidi per imbalsamazione né sprechi. Molte agenzie si stanno dedicando a questo tipo di  attività eco-bara-di-viminifriendly, con soluzioni sempre nuove. Ad esempio la Green Endings, azienda australiana, offre una vasta gamma di urne realizzate in materiali più sostenibili del legno (vetro, ceramica, tessuti vegetali). In Gran Bretagna invece si sta diffondendo sempre più la cremazione all’interno di una bara di cartone.

Non pensate che l’ecosepoltura sia roba di nicchia. Esistono aree sempre più ampie gestite dallAssociation of Natural Burial Grounds, attiva in Inghilterrra dal ‘93. Ad un occhio meno allenato potrebbero sembrare semplici angoli di aperta campagna inglese, in realtà sono cimiteri a cielo aperto che si confondono pienamente con la natura. Si tratta di luoghi belli e piacevoli da visitare, anche per la simbologia che portano con sé. Dalla morte può sempre nascere nuova vita, come fiori e piante.

Perché i funerali tradizionali inquinano

Solo in Italia ogni anno si abbattono circa 50 km quadrati di alberi per costruire bare; il materiale di cui son fatte è spessocapsule-mundi legno pesante, difficilmente biodegradabile, per non parlare del cemento delle lapidi. Inoltre, una volta interrate, le casse rilasciano sostanze tossiche come vernici, lacche e zinco, che vanno ad inquinare le falde acquifere. Perché allora non optare per materie prime che si dissolvono nel terreno insieme ai nostri defunti, come legno di salice o vimini?

Scegliere questo tipo di inumazione sembra apporti benefici anche a livello psicologico. Alle famiglie viene dato un controllo maggiore sulla gestione della cerimonia, avendo più tempo per congedarsi dal proprio caro senza bisogno delle pompe funebri come ultimo intermediario. Un ulteriore supporto al superamento del lutto è considerare la morte come qualcosa di biologico, parte integrante della vita e della natura stessa.   

Come funziona in Italia?

In Inghilterra l’eco-sepoltura esiste già da venticinque anni anche se solo ora è giunta ad una diffusione mainstream.  E nel Bel Paese? Ultimamente si sono fatti avanti, seppur timidamente, diversi progetti. Capsula Mundi, dal team tutto italiano, prevede un’alternativa eco-sostenibile al consumo di suolo  e all’impatto ambientale dei loculi tradizionali. Il corpo del defunto viene disposto in un contenitore a forma di uovo, totalmente biodegradabile, sul quale viene piantato un albero. Ulteriori iniziative sono Arborvitae e Bios urn, di cui avevamo precedentemente trattato.

Un modo intelligente e altruista di chiudere il cerchio della vita. Per aprirne uno nuovo.

 

di Irene Caltabiano

 
 
 
 
 
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