LIFE, lottare in nome del mare

«L’azzurra distesa del Mediterraneo, incantatore e ingannatore di uomini audaci, manteneva il segreto del suo fascino… sotto la meravigliosa purezza del cielo al tramonto».
Così Joseph Conrad descriveva il mare che divide e nello stesso tempo unisce Italia e Spagna, Grecia e Asia. E chi meglio dei marinai conosce gioie e asprezze della vita in mezzo alle onde? LIFE è la piattaforma che riunisce  i pescatori artigianali dell’UE, che lavorano  in modo sostenibile e con basso impatto sull’ambiente. 
 
I membri di LIFE sono purtroppo un branco di pesciolini contro i grandi squali, i Monster boat, mega pescherecci che negli ultimi anni hanno svuotato il mare con metodi selvaggi e intensivi.  Il mercato dei piccoli proprietari è molto più grande di quanto si pensi ( l’80% del settore) ma viene schiacciato dalle lobby che, anche se in minoranza, influenzano economia e politiche gestionali. 
 
Cosa significa questo per i difensori del Mar Mediterraneo? «Se non ci attiviamo subito, potremmo essere la prima generazione di pescatori che non sarà in grado di passare il testimone ai nostri figli», ha dichiarato Michalis Krossmann, pescatore dell’isola di Armorgos (Grecia).  I coraggiosi marinai però non si arrendono; sono tante infatti le iniziative di questo gruppo autodefinitosi le sentinelle del mare, dalla collaborazione con scienziati e ricercatori per il ripopolamento delle aragoste, all’ auto-imposizione di ridurre i giorni di pesca, fino all’uso di attrezzi selettivi. 
 
Il sito di Greenpeace sostiene LIFE con la petizione InNomedelmare, chiedendo di eliminare pesca eccessiva, agire nel rispetto di biodiversità e tradizione e soprattutto linea con le direttive UE di sostenibilità ambientale, economica e sociale. 
 
Il buon marinaio si riconosce durante la tempesta. 
 
 
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