Lasagne in Venezuela: come un food truck ti cambia la vita

Antonio Iannone lavora da dieci anni per un’azienda farmaceutica. 

Antonio-IannoneOgni giorno raggiunge Lugano in macchina per ricevere uno stipendio più che buono, che nel Bel Paese prende solo chi è alle soglie della pensione. Ma Antonio avverte un senso di insofferenza che non lo abbandona.  Quotidianamente varca il confine con la Svizzera perché in Italia l’unica possibilità di affacciarsi al mondo del lavoro sono stage non retribuiti.

Il frontaliere di origini comasche dimostra che non sempre è il bisogno economico a spingere a cercare nuove avventure. «Non ne potevo più della solita routine» dice. Così manda curriculum in altri Paesi europei con scarso successo. Dopo tre anni di colloqui fallimentari mette in atto l’ormai celebre "mollo tutto" e parte alla volta di Aruba, isoletta al nord del Venezuela, in mezzo al mar dei Caraibi. Il suo migliore amico si è già trasferito lì da qualche anno, vendendo cibo italiano con un food truck

Così Antonio, Sylvie, la moglie di origini belga che Iannone conosce in un villaggio vacanze, e la figlioletta Luna giungono nell' “Isola Felice” nel luglio 2015. La realtà però è sempre molto diversa dal sogno e all’inizio qualche difficoltà c’è, soprattutto con la lingua. Aruba è una nazione costitutiva dei Paesi Bassi; ufficialmente si parla l’olandese ma il linguaggio colloquiale è il papamiento, dialetto creolo. Il turismo elitario mantiene i prezzi alle stelle ed è difficile trovare una collocazione professionale.

 

Ma la bontà delle leccornie nostrane scioglie anche i palati più difficili

Anche Antonio e Sylvie puntano sullo street food, Antonio-Iannone-2con un camper parcheggiato strategicamente davanti ad una discoteca, aperto dalle 19 alle 5 del mattino. La coppia non ha mai frequentato un corso di cucina ma buon sangue non mente. Iannone ha origini campane e ricorda i tempi in cui andava dai parenti e poteva restare per ore a guardare le nonne ai fornelli. «Per un periodo ho anche pensato di fare l’alberghiero ma mi piaceva troppo uscire e non avrei sopportato di stare chiuso in un ristorante sabato e domenica» .

Il menu?

Panini con salsiccia e porchetta o pizza. Ma il vero fiore all’occhiello è la lasagna. «La prepariamo io e mia moglie. La gente ci va pazza». Da un po’ di tempo a questa parte Iannone fa anche il cuoco a domicilio, mescolando cucina locale e nostrana. M i piatti che vanno sempre per la maggiore sono tiramisù e l’irresistibile primo originario della cucina bolognese. 

Un punto a sfavore di questo paradiso? 

Stipendi bassi. Anche se spesso relativi al reale carico di lavoro degli autoctoni e al costo della vita decisamente minore. Non esistono multe nè tasse e con dieci euro si mangia in quattro al ristorante.  Burocrazia lenta e molta, moltissima calma nel fare qualsiasi cosa. Ma forse è anche il punto di forza dell'isola: meno stress, gente rilassata, clima meraviglioso.

Anche il Venezuela, come il Guatemala, ha fama di essere un Paese in cui è diffusa la microcriminalità. Ma, secondo diverse testimonianze, non più di quella che si troverebbe in una grande città italiana.

Un salto coraggioso ripagato con serenità, libertà e bellissimi tramonti. 

 

di Irene Caltabiano

 

 

 
 

 

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