La vera bici pieghevole parla finlandese

In principio era il caos.

Muoversi in una città come Roma non è certo facile: traffico ovunque, trasporto pubblico a dir poco inefficiente e distanze troppo grandi da coprire a piedi. Chi deve spostarsi, specie per lavoro, non ha alternative ed è condannato a un sovraccarico di stress in itinere fatto di ritardi e disagi d’ogni genere. Per non parlare dei continui rincari del carburante o del costo degli abbonamenti per treni, metro e autobus che non è affatto in linea con la scarsa qualità del servizio ricevuto. Poi ci sarebbe anche il problema di parcheggi e borseggiatori ma il quadro è già abbastanza triste di suo, inutile rincarare la dose.

La necessità aguzza l’ingegno.

L’unica possibilità concreta di uscire da questo marasma è affidarsi a lei, la cara vecchia bicicletta. Un mezzo di trasporto nobile e salutare, che non inquina, non fa rumore e garantisce quel senso di libertà che tendenzialmente viene smarrito ogniqualvolta si entra in ufficio. Tuttavia nella città eterna scarseggiano anche le piste ciclabili e sono pochi i fortunati a potersi spostare da A a B senza dover ricorrere a strane alchimie.

Non a caso, ultimamente, si sono riaffacciate sul mercato le biciclette pieghevoli. Un tempo erano destinate ai bambini, poiché mamme e papà non avevano a disposizione le attuali monovolume per portare la prole a pedalare nel parco. C’era bisogno di ottimizzare gli spazi nei miseri bagagliai delle utilitarie e da lì è nata l’idea di piegare il telaio. Oggi, invece, a usarle sono gli impiegati che vogliono raggiungere il luogo di lavoro senza necessariamente diventare isterici.
Il percorso è diviso in due tappe: la prima serve per guadagnare l’area ciclabile con l’automobile o un mezzo pubblico, la seconda prevede l’utilizzo delle due ruote per arrivare a destinazione sereni, pedalando.

 

Sfortunatamente, però, le bici pieghevoli conservano il loro carattere infantile e ciò non le rende molto appetibili. Sono davvero piccole, al punto da sembrare giocattoli, e questo scoraggia numerosi potenziali acquirenti che comunque ne apprezzano funzionalità e praticità d’utilizzo. Salirci in sella renderebbe buffo chiunque, figuriamoci un adulto in giacca e cravatta o una persona un po’ paffutella. Inoltre, poiché le dimensioni delle ruote sono minime, occorre pedalare più in fretta altrimenti si arriva al traguardo per l’ora di pranzo. E che dire dell’atavico problema delle buche? Un conto è passarci sopra con una mountain bike, un altro è farlo con la bici di Barbie: il rischio di caduta cresce notevolmente, in quest’ultimo caso.

Dalla Finlandia per passione.

Niente paura, dalla Scandinavia è arrivata Fubi Fixie, una bicicletta di dimensioni normali (le ruote sono da 28”) che grazie a una geniale invenzione diventa pieghevole con un semplice scatto. Progettata dall’esperto in folding bikes Zakarias Laxström e prodotta dalla finlandese Fubicon, questa bici è diventata realtà grazie a Kickstarter, la celebre piattaforma di crowdfunding che consente a chiunque di finanziare la propria idea attraverso il contributo di persone comuni.

La Fubi Fixie può essere montata e ripiegata in dieci secondi, pesa appena 9 Kg e una volta compattata occupa uno spazio di 95x85x35 cm. Ciò significa che può essere trasportata senza problemi anche sui mezzi pubblici e con altrettanta facilità può essere riposta in uno sgabuzzino o nel bagagliaio dell’auto.
Disponibile in tre taglie che ben si adattano alla corporatura di ogni ciclista, è in vendita da ottobre 2016 a un prezzo di 470€ per la versione base (il modello top della gamma costa invece 580€). Una spesa decisamente sostenibile, considerando i benefici che comporta e la garanzia di due anni. Per convincersene, basta guardare il video di presentazione di questo fantastico prodotto.

 

di Giovanni Antonucci

autore del romanzo "Veronica Fuori Tempo"

 

 

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