La pausa caffè e i suoi casi umani

Il caffè è un coefficiente sociale.

caffèTutti sappiamo cos’è un caffè, pochi cos’è un coefficiente sociale. Neanche io lo so, ma suonava bene e magari ho attirato la vostra attenzione. Sull’Internet è d’uopo parlare di argomenti universalmente condivisibili. E cosa c’è di più condivisibile di un caffè, soprattutto per noi italiani? E poi, se Neruda ha composto l’Ode al pomodoro, trovo giusto spendere due parole per la bevanda che quotidianamente ci salva la vita. Ma, se il primo caffè della mattina è il salvagente, la pausa-caffè è la scialuppa durante l' affondamento del Titanic. Quell’attimo di pura gioia nel grigio di una giornata lavorativa, il prezioso nettare quando il tuo cervello sta per annegare come il cavallo di Atreju ne La storia infinita.

Attenzione, il fatto che quei cinque minuti siano o meno piacevoli dipende dalla compagnia. Infatti, grazie alla legge della sfiga universale, anche quel breve intervallo di tempo può diventare un incubo. Ecco a voi i casi umani che potrebbero capitarvi di fronte al magico distributore. E poi non dite che non vi avevo avvertito.

Il collega-male-di-vivere

Stai tranquillamente girando il tuo pseudo-cucchiaino di plastica nella brodaglia che quel tocco di latte rende accettabiletristezza edeccolo lì. Avverti la sua presenza da quel lieve sciabattare. Già stanco alle 9.05, non ti chiede come stai ma comincia a sciorinare tutti i suoi malanni come se stesse leggendo una cartella di analisi cliniche. Ciò che il collega-male-di-vivere non immagina è che se stai facendo una pausa si suppone che vorresti prendere un attimo d’aria per non essere schiacciato dal peso delle scartoffie. Se volevo intristirmi rivedevo in loop la scena della morte della mamma di Bambi.

Lo scrocca-caffè

È sempre il primo a proporre la pausa. Tu accetti ben volentieri ma il tuo sorriso si spegne lentamente dopo l’ottava volta che il soggetto in questione dice che non ha spiccioli e se gli puoi allungare 50 cent.  Da anni aspetti la cena che dovrebbe ripagarti del mutuo che hai aperto per sovvenzionare il suo espresso macchiato.

L’hipster del caffè

ginsengO Ginseng o la morte. E se non c’è, si deve per forza andare al bar più vicino, che dista almeno dieci minuti dal posto di lavoro. Risultato? Si torna in ufficio più incazzati di prima.

Il silenzioso

Generalmente è il collega che ti dispiace lasciare solo in stanza a giocare a Candy Crush ma cinque secondi dopo ti sei già pentito di averlo portato con te. Sarai costretto a un lungo monologo in cui, pur di trovare un argomento di conversazione, disserterai su quanto è interessante il giallo canarino dei muri o l'eventualità di prendere un thè caldo, triste come un’influenza intestinale a Natale.

Il sovraeccitato

Da anni cerchi di capire di quale droga sintetica si faccia per avere ogni mattina la stessa energia di Heather Parisi ai tempi d’oro. Una figura che spesso coincide con quella del logorroico che saprà, grazie alla parlantina, argomentare agevolmente dallo spread con i bund tedeschi all' outfit di Lady Gaga al suo ultimo concerto. Non adatto per chi intende la pausa caffè come un momento di raccoglimento con il proprio sé.

 Se non avete mai incontrato almeno uno di questi personaggi vi confesserò una cosa: siete uno di loro.

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I rene Caltabiano -Blogger caffeinomane

 

 
 

 

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