La mia vita è una slot machine. Storia di un ludopatico

Antonio, che per colpa del gioco ha perso tutto

Antonio era stanco delle difficoltà della sua vita, dei continui fallimenti che lo portavano a sentirsi frustrato.

Aveva bisogno di una svolta, ma non voleva più faticare per ottenere ciò che credeva necessario. Basta libri, duro lavoro e sacrifici: aveva deciso di affidarsi alla sorte per trovare una scorciatoia.

Ogni volta che entrava nel bar vicino casa guardava le slot machine di sottecchi, pensando “quasi quasi ci provo anch’io”. Arrivò il giorno in cui lo fece. Infilò la prima monetina, inspirò forte per l’emozione e tirò la leva per la prima volta.  

“E se bastasse questo per trovare la felicità?” pensava, mentre il suo cuore batteva all’impazzata nella trepida attesa del risultato. Ma il primo giro si concluse con un nulla di fatto. Allora riprovò, poi riprovò ancora, e i suoi occhi cambiavano espressione mentre fissavano le macchinette. Erano ipnotizzati, sgranati, svuotati. Come presto lo sarebbero state le sue tasche.

Antonio si fermò solo quando si rese conto di aver perso tutto, e allora tornò a casa avvilito, deciso a prendere altri soldi e a tornare presto a giocare. Perché solo il gioco lo faceva sentire vivo, attivo, in grado di riscattarsi di tutto ciò che nella vita non era riuscito a costruire. Perché il prossimo giro sarebbe stato quello giusto, avrebbe vinto un sacco di soldi e i suoi problemi sarebbero spariti.

Ma non fu così. Antonio continuò a perdere giorno dopo giorno, e più perdeva, più aveva bisogno di giocare. Arrivò a sperperare l’intero stipendio di un mese in poche ore, e una volta uscito dal bar si rese conto di non avere i soldi per fare la spesa. Iniziò a indebitarsi, a vendere gli ori di famiglia, a chiedere prestiti agli amici – che poi non avrebbe restituito.

Sua moglie aveva capito tutto e i figli non lo guardavano più in faccia. Antonio si vergognava, negava tutto, sminuiva il problema dicendo che si trattava di un passatempo occasionale. Perché lui era convinto di essere più furbo degli altri, di aver studiato ogni stratagemma per vincere. E se finora non era successo, era stata solo colpa della sfortuna.

Ma i creditori non gli davano tregua e pian piano perse tutto: l’auto, la casa, la dignità. La famiglia.

La ludopatia si può fermare

La  ludopatia è un disturbo del comportamento molto diffuso in Italia. È una forma di dipendenza che porta l’individuo a perdere il controllo delle proprie azioni. Sai che devi smettere di giocare, ma non riesci a farlo, perché l’adrenalina che il tuo cervello produce mentre giochi ti fa sentire vivo e ti permette di evadere dai problemi della vita quotidiana. Problemi spesso generati dal gioco stesso.

Slot machine, videopoker, lotterie, gratta e vinci e ogni altro tipo di gioco d’azzardo diventano una vera e propria droga, da cui è possibile salvarsi solo chiedendo aiuto. Il ludopatico mente alla famiglia e agli amici perché ha paura di essere scoperto, ma è fondamentale intervenire quando si è ancora in tempo.

Dalla ludopatia non c’è una guarigione vera e propria. Come racconta chi ha sofferto di questa dipendenza, puoi riuscire a smettere di giocare, ma rimarrà sempre dentro di te una piccola speranza di poter dare una svolta alla tua vita grazie al gioco. Il giocatore non si rende conto del valore di ciò che ha, fin quando lo perde. 

Schiavi delle slot, le vittime del gioco d'azzardo - guarda il video

di Rosa Cambara

 

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