La coccolatrice professionista: un’escort per l’anima

Premessa.

Negli ultimi anni si sta progressivamente delineando una nuova, nobilissima figura professionale: il donatore di coccole per neonati abbandonati. Si tratta di una forma di volontariato volta a soddisfare un bisogno primario come quello dell’affetto che, specie in tenera età, assume una valenza non meno importante dell’alimentazione e delle cure igieniche e cliniche.
Lo psicoanalista austriaco René Arpad Spitz, infatti, dopo un’accurata ricerca scientifica ha osservato che i neonati in condizione di deprivazione affettiva vanno incontro a danni irreversibili dal punto di vista motorio, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale.

L’importanza che l’amore riveste per ciascun individuo, specie nella fase neonatale, ha spinto l’agenzia statunitense Spence-Chapin a reclutare volontari per coccolare i bambini meno fortunati. Questi angeli custodi, dopo un adeguato periodo di formazione, dedicano tempo e premure ai neonati e li aiutano a costruirsi un album dei ricordi scattando foto dei momenti trascorsi insieme, comportandosi come veri e propri genitori. Inoltre provvedono a fornirgli il corredino personale e partecipano all’inserimento nella famiglia adottiva.

In Italia, segnatamente nel bresciano, di recente è nata l’Associazione Dharma e si prevede che a breve prenderanno forma altre organizzazioni simili in tutto il territorio nazionale.

E poi arriva Samantha.

Una trentatreenne americana, complice la necessità di sbarcare il lunario per via alla crisi, s’è inventata un lavoro che va oltre i confini della creatività: la coccolatrice professionista per adulti.
Si chiama Samantha Hess e per sei giorni la settimana si prodiga quotidianamente in cinque sessioni di coccole al prezzo di sessanta dollari ciascuna. Conti alla mano, questa bizzarra imprenditrice fattura oltre settemila dollari al mese (davvero niente male per una start up individuale).

La sua fortuna è stata capire che anche per un adulto l’abbraccio ha effetto terapeutico, specie in una società alienante come quella attuale. In esso si trovano conforto, sostegno e comprensione, cioè esattamente tutto quel che manca nei rapporti interpersonali tipici, ad esempio, delle realtà aziendali dove l'individuo trascorre buona parte della giornata.

Tuttavia si tratta di un gesto molto intimo, poiché l’emozione è trasmessa da un corpo all’altro attraverso il contatto fisico, ed esiste il rischio che il cliente avverta una pulsione sessuale nei confronti della terapeuta. Proprio per questo motivo Samantha, come un’hostess prima del decollo, stabilisce le condizioni da rispettare affinché la sessione di coccole possa consumarsi alla stregua di una seduta di psicoterapia. Qualora il cliente dovesse superare i limiti del platonismo, lei lo avvertirà con due colpetti sulla spalla ristabilendo l’equilibrio.

Ok ma…

Come si fa ad avvertire un senso di conforto, sostegno e comprensione in un abbraccio a pagamento? Se è vero che stringere qualcuno al petto attiva delle aree del cervello capaci di far percepire al ricevente un senso di benessere, è altrettanto ipotizzabile che l’idea di dover sborsare sessanta dollari per la prestazione ne attivi altre in totale antitesi.

E poi come è possibile prendere per buono un gesto affettuoso falso come una banconota da quindici euro? Quale potrà mai essere l’emozione trasmessa dal giver al taker?
Forse l’unico messaggio subliminale capace di arrivare a destinazione è “Coprimi di soldi, disperato!”. Il che accomuna la coccolatrice professionista a una qualunque escort che soddisfa sessualmente il proprio cliente senza avere il minimo trasporto emotivo.

Non c’è da stupirsi, dunque, se di quando in quando la signorina Samantha deve dare due colpetti sulla spalla al suo “paziente”, perché il tipo di servizio che offre è più che equivocabile, a livello inconscio.

 

di Giovanni Antonucci

autore del romanzo "Veronica Fuori Tempo"

 

 

 
 
 
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