Istmo, l'ondata di cambiamento per le news online viene dall'Italia

Banner che sbucano a destra e sinistra. 

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Finestre non richieste che si aprono impazzite. Pop up e pubblicità di prodotti miracolosi o promesse di diventare ricchi in poco più di un mese.

Quanto è fastidioso quando vorresti leggere un articolo ma per farlo devi superare un percorso ad ostacoli di annunci?  È indubbio che il giornalismo non possa più basarsi sull’invito al click forsennato e sulla pubblicità ad ogni angolo.

Per questo piccole e grandi compagnie si stanno interrogando su quale possa essere il futuro della scrittura nell’era digitale.

Istmo, paywall a misura di lettore

Larticolia stessa Google sta investendo per rinnovare l’informazione online, selezionando progetti europei. Tra questi, anche Istmo di Valerio Bassan.

Un paywall per testate online di dimensioni medio-piccole che vada a premiare gli utenti in base a fedeltà e contenuti. Cosa significa paywall? È un sistema che consente l’accesso a determinati contenuti di un sito internet solo a pagamento.

 

«Oggi che si deve per forza confrontare con il bisogno di monetizzare i contenuti prodotti, il giornalismo ha riscoperto il rapporto con i propri lettori. Basta banner e video pubblicitari che rendono peggiore la user experience, largo al modello paywall che invita gli utenti a finanziare i giornali e la produzione di inchieste e reportage» dice Bassan.

Un ritorno alle origini?

istmo6Il New York Times in questo caso sta tracciando il percorso da seguire e i risultati lo confermano. Nel 2018 si punta a raggiungere quota 3 milioni di users e l’obiettivo è assicurarsi il 50% delle entrate da lettori.

Il giornalismo torna dunque alle origini, ovvero al pagamento per ottenere le notizie. Ma è un sistema che funziona? Sicuramente  è una garanzia per le grandi testate, con elevati livelli di traffico online; una sicurezza un po’ minore per le imprese digitali più piccole.

Inoltre risulta un cane che si morde la coda perché più un utente interagisce con un sito web , più è probabile che debba pagare per i contenuti di cui usufruisce. Allora perché si dovrebbe preferire un modello simile?

Come si colloca Istmo

good morning italiaIstmo premia le diverse interazioni possibili da parte del lettore ( iscrizione alla newsletter, lettura completa di un articolo e tempo di permanenza sulla pagina, condivisione del contenuto, feedback), permettendogli di accumulare punti e spendere meno sull’abbonamento sottoscritto.Un sistema con cui, dunque, ci si guadagna l’affezione del lettore.

Tuttavia, non è certo l'unica piattaforma su cui sta investendo Google: cer ne sono altre  quali ARIA, strumento che utilizza il machine learning per interpretare un articolo o un comunicato stampa, al fine di creare auomaticamente un’infografica. Oppure Good Morning Italia, piattaforma che fornisce rassegne stampa personalizzate tramite e-mail e app. O ancora Digital Edition, progetto RCS che utilizzerà il machine learning e la comprensione del linguaggio naturale per personalizzare il contenuto, offrendo diversi formati di notizia: e-paper, real time, articoli audio e formato story timeline.

Insomma, sta arrivando un’ondata di cambiamento. Pronti alla nuova era del giornalismo?

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di Irene Caltabiano

 

 

 

 

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