Investire al Sud conviene. Allora perché nessuno lo fa?

E ricoprir di terra una piantina verde, sperando possa…

piantinaInutile girarci intorno, quando si pensa di investire al Sud in una qualsivoglia attività imprenditoriale, scatta la sinapsi “criminalità organizzata” e si va in iperventilazione.
Vero che è così?
Prendete allora un sacchetto di carta e respirateci dentro per qualche minuto onde ristabilire il corretto livello di anidride carbonica nel sangue.

Fatto?
Ottimo. Tenete però il sacchetto a portata di mano, perché sta per arrivare un’altra onda anomala chiamata “carenza di infrastrutture”. Banda larga, strade, ferrovie e trasporti sono solo alcuni dei nutrienti di cui un’azienda ha bisogno per attecchire nel territorio, crescere e prosperare. Senza queste risorse, un po’ come avviene in natura, è impensabile che da un semplice germoglio possa venir fuori un albero d’alto fusto.

Bene, anzi male. Il Meridione è famoso per le cosiddette cattedrali nel deserto, ossia fabbriche, aziende e costruzioni (realizzate perlopiù con fondi pubblici) che spuntano qua e là, circondate da un paesaggio lunare. Del resto basta dare uno sguardo alla mappa della rete ferroviaria italiana per rendersi conto che da Roma in su è tutto un groviglio di linee che conducono praticamente ovunque. L'altra metà? Il nulla cosmico. Idem per le infrastrutture menzionate in precedenza.
Risultato? Vita dura per il germoglio, che con queste premesse farebbe fatica persino a trasformarsi in un bonsai.

Dai diamanti non nasce niente.

soldiE lo Stato cosa fa? Fin dal secondo dopoguerra, con l’istituzione di enti come la Cassa per il Mezzogiorno, si è limitato a far piovere migliaia di miliardi di lire (cioè miliardi degli attuali euro) per finanziare iniziative industriali tese allo sviluppo economico del Meridione.

Ora, a parte un iniziale potenziamento di infrastrutture quali i collegamenti stradali, gli acquedotti, la rete elettrica, le scuole e gli ospedali, questo sistema non ha fatto altro che causare fenomeni diffusi di illegalità. Le organizzazioni criminali, infatti, attraverso la costituzione di imprese fantasma, coi loro metodi poco ortodossi sono riuscite ad aggiudicarsi appalti giganteschi per la creazione di opere rimaste incompiute o, nella migliore delle ipotesi, rivelatesi totalmente inutili (le famose cattedrali nel deserto di cui sopra).

Attualmente, invece, è stato introdotto il credito d’imposta, ossia un’agevolazione spettante a tutte le imprese che effettuano investimenti nelle regioni meridionali acquistando beni agevolabili destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo). Si tratta, tuttavia, del classico tipo di aziende che operano nel settore siderurgico, carbonifero, navale, eccetera. Il che, essenzialmente, comporta ancora il rischio di trovarsi una testa di cavallo nel letto qualora non si rispettino i canoni imposti dai boss locali.
L’evidenza dimostra che gli investimenti latitano e l’economia del Sud Italia cresce meno di quella di Grecia e Romania.

Dal letame nascono i fiori.

fioriEppure fare impresa nel Meridione era e resta, strategicamente, un’operazione intelligente.
Ha più senso investire in un’area in cui c’è già tutto oppure in una dove i servizi scarseggiano? La risposta sembra scontata...
Il punto è che ciò va fatto in modo differente o, se vogliamo, non convenzionale.

Come? Ad esempio senza dare punti di riferimento, uscendo dal classico schema imprenditoriale che per troppo tempo ha condannato regioni meravigliose a un livello di arretratezza che ne offende la storia e la cultura.
Ci sono ma è come se non ci fossi: fisicamente sono qui, ma il mio mercato è il mondo.

È così che, dal nulla, sono nate realtà come Mosaicoon, Niteko, Flazio, Youbiquo e Nextome, start up digitali innovative di respiro internazionale. Queste sono solo alcune, forse le più rappresentative, delle oltre millequattrocento nuove imprese rigorosamente made in Sud.

C’è chi produce, distribuisce e monitora campagne pubblicitarie sul web, chi sviluppa sistemi di illuminazione alimentati da fonti di energia rinnovabili, chi ha creato una piattaforma per consentire a chiunque di creare un sito Internet in pochi minuti, chi produce occhiali hi-tech in grado di sfidare i Google Glass, chi ha ideato un sistema per la navigazione indoor… Insomma, nel Mezzogiorno c’è una miniera di nuove idee che stanno prendendo forma e in poco tempo si sono trasformate in società milionarie, talvolta rilevate da colossi americani che ne hanno fiutato le incredibili potenzialità.

Questa è la dimostrazione che persino nei terreni più aridi un germoglio può farsi grande e dare ottimi frutti, qualora si sviluppino nuove tecniche d’irrigazione e si usi il concime giusto, dopo aver piantato il seme della conoscenza.
Fare impresa al Sud non solo conviene, si può.

 

di Giovanni Antonucci

 

 
 
 

 

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