In vino, familia: i Moretti ripartono dalla terra

«E poi, laddove più dolce è la ripa, colline di terra e roccia, in compagnia di ormai rade querce
residui di vigne antiche persistono aggrappati a declivi di terra rossa »
 
La poesia può avere tante forme; una di queste potrebbe essere una bottiglia di vino.
 
Tutto è partito dalla serigrafia di una borsa che, durante una semplice serata tra amici, ha attirato l’attenzione di molti. Poi la passione di Valentina e Federica Moretti per il loro progetto ha fatto il resto. Verso il bio è un’idea genuina, che mescola l’amore di una famiglia per la terra d’origine, la “ciociara” Monticelli di Esperia, unita a una simpatica campagna social. Amore che si concretizza nell’Olivello, vino prodotto biologicamente grazie alla sapienza di Mario, il papà, per anni capo cantiere, ma con la passione per la viticoltura.
 Dopo il licenziamento, il signor Moretti si è rimesso in gioco, ripartendo dalle tecniche e le regole del vivere contadino trasmesse dai nonni. Inizia così un percorso, dapprima di raffinazione del vitigno principe per poi passare alla ricerca delle qualità che lo incuriosivano di più. Colpito da alcuni tralci trovati in altri vigneti di cui Mario si prende cura, li preleva e comincia a innestarli nel suo terreno.  
Risultato? In vigna Moretti si contano oggi circa 19 vitigni autoctoni, coltivati biologicamente, che aspettano solo di essere iscritti al Registro nazionale.  Come nelle migliori tradizioni di famiglia, Valentina e Federica vogliono raccogliere l’eredità, creando un mix vincente tra sapere antico e comunicazione moderna. 
«Fino alla generazione di mio nonno più che di passione si parla di tradizione locale, ogni famiglia aveva la sua piccola vigna » dice Federica, studentessa di Lettere e Filosofia. « Ma la vera passione nasce in nostro padre, che in quelle vigne ci è cresciuto e negli anni ha scelto di occuparsene ». ribatte Valentina, che invece si dedica al Teatro. 
Il vino è una passione da tempo presente nella famiglia Moretti. « Da circa quindici anni lo produciamo per amici e parenti.  L’idea è costruire un’azienda vitivinicola, coscienti della ricchezza enorme che abbiamo in mano ».  Le virtù dell’Olivello infatti, il vino più diffuso della zona, vengono anche citate in un carme del poeta latino Orazio (vile potabis, molto gradito dagli antichi romani). 
Le imprese a conduzione familiare sono rare in questi tempi di produzione in serie. Ma papà Mario e figlie hanno accettato di buon grado questa sfida. «Per cambiare rotta bisogna tentare. Monticelli è una realtà desolata e abbandonata a sé stessa in cui manca collaborazione e voglia di costruire. Nonostante questo, si sta di nuovo riconoscendo peculiarità e qualità dei prodotti locali ». L’iniziativa però è ben lontana dall’essere un semplice trend del momento. « Non sono una da tendenze » sottolinea Valentina. « Sono certa che la nostra autenticità e genuinità non faticheranno in ogni caso ad essere riconosciute ».
Una valida alternativa ai vini esposti negli scaffali del supermercato, dalle belle confezioni ma poco genuini. «Chi produce , mio padre, conosce ogni singola pianta, le sue problematiche e le sue esigenze. Questo fa si che lui possa prevenire anziché curare » afferma Federica. 
Genuinità che ha trovato terreno fertile in una campagna di crowdfunding sviluppata sulla piattaforma Produzioni dal basso. « L’idea è nata al tavolo di Maura, napoletana DOC, di fronte a un piatto di spaghetti e alici fresche. Le abbiamo raccontato della nostra terra, del desiderio di prendere in mano un patrimonio che, altrimenti, sarebbe andato perduto. Per la campagna social e tutto quello che concerne la raccolta fondi ci siamo avvalse dell’aiuto delle persone a noi più vicine ». Un gruppetto di giovani, tutte donne, che crede con forza nell’Olivello e nelle sue proprietà. 
Grazie alle donazioni, che possono esser fatte anche nella forma dei simpatici pacchetti con adeguate ricompense ( l’appassionato, il divertito, la groupie), si potranno coprire spese di costituzione e gestione dell’azienda per il primo anno, nonché la messa a norma di locali e impianti di vinificazione.  Inoltre, volendo procedere in maniera eco-sostenibile, si potranno acquistare impianti per lo smaltimento e il riutilizzo delle acque di lavaggio, i pannelli solari e le strutture per il compostaggio. 
La raccolta fondi verrà coronata con l’evento di venerdì 15 Luglio al Teatro Lo Spazio di Via Locri 42, una scoppiettante serata di musica, teatro, ballo…e, ovviamente, buon vino!
L’obiettivo economico che i Moretti si sono prefissati è l’importante cifra di 70.000 euro. « Siamo coscienti del fatto che potremmo non raggiungerlo, ma agiremo per tappe. Con qualsiasi somma, cominceremo comunque il nostro percorso ». 
 
 

«E poi, laddove più dolce è la ripa, colline di terra e roccia, in compagnia di ormai rade querce

residui di vigne antiche persistono aggrappati a declivi di terra rossa »

 

La poesia può avere tante forme; una di queste potrebbe essere una bottiglia di vino.

 

Tutto è partito dalla serigrafia di una borsa che, durante una semplice serata tra amici, ha attirato l’attenzione di molti. Poi la passione di Valentina e Federica Moretti per il loro progetto ha fatto il resto. Verso il bio è un’idea genuina, che mescola l’amore di una famiglia per la terra d’origine, la “ciociara” Monticelli di Esperia, unita a una simpatica campagna social. Amore che si concretizza nell’Olivello, vino prodotto biologicamente grazie alla sapienza di Mario, il papà, per anni capo cantiere, ma con la passione per la viticoltura.

 Dopo il licenziamento, il signor Moretti si è rimesso in gioco, ripartendo dalle tecniche e le regole del vivere contadino trasmesse dai nonni. Inizia così un percorso, dapprima di raffinazione del vitigno principe per poi passare alla ricerca delle qualità che lo incuriosivano di più. Colpito da alcuni tralci trovati in altri vigneti di cui Mario si prende cura, li preleva e comincia a innestarli nel suo terreno.  

Risultato? In vigna Moretti si contano oggi circa 19 vitigni autoctoni, coltivati biologicamente, che aspettano solo di essere iscritti al Registro nazionale.  Come nelle migliori tradizioni di famiglia, Valentina e Federica vogliono raccogliere l’eredità, creando un mix vincente tra sapere antico e comunicazione moderna.

«Fino alla generazione di mio nonno più che di passione si parla di tradizione locale, ogni famiglia aveva la sua piccola vigna » dice Federica, studentessa di Lettere e Filosofia. « Ma la vera passione nasce in nostro padre, che in quelle vigne ci è cresciuto e negli anni ha scelto di occuparsene ». ribatte Valentina, che invece si dedica al Teatro.

Il vino è una passione da tempo presente nella famiglia Moretti. « Da circa quindici anni lo produciamo per amici e parenti.  L’idea è costruire un’azienda vitivinicola, coscienti della ricchezza enorme che abbiamo in mano ».  Le virtù dell’Olivello infatti, il vino più diffuso della zona, vengono anche citate in un carme del poeta latino Orazio (vile potabis, molto gradito dagli antichi romani).

Le imprese a conduzione familiare sono rare in questi tempi di produzione in serie. Ma papà Mario e figlie hanno accettato di buon grado questa sfida. «Per cambiare rotta bisogna tentare. Monticelli è una realtà desolata e abbandonata a sé stessa in cui manca collaborazione e voglia di costruire. Nonostante questo, si sta di nuovo riconoscendo peculiarità e qualità dei prodotti locali ». L’iniziativa però è ben lontana dall’essere un semplice trend del momento. « Non sono una da tendenze » sottolinea Valentina. « Sono certa che la nostra autenticità e genuinità non faticheranno in ogni caso ad essere riconosciute ».

Una valida alternativa ai vini esposti negli scaffali del supermercato, dalle belle confezioni ma poco genuini. «Chi produce , mio padre, conosce ogni singola pianta, le sue problematiche e le sue esigenze. Questo fa si che lui possa prevenire anziché curare » afferma Federica.

Genuinità che ha trovato terreno fertile in una campagna di crowdfunding sviluppata sulla piattaforma Produzioni dal basso. « L’idea è nata al tavolo di Maura, napoletana DOC, di fronte a un piatto di spaghetti e alici fresche. Le abbiamo raccontato della nostra terra, del desiderio di prendere in mano un patrimonio che, altrimenti, sarebbe andato perduto. Per la campagna social e tutto quello che concerne la raccolta fondi ci siamo avvalse dell’aiuto delle persone a noi più vicine ». Un gruppetto di giovani, tutte donne, che crede con forza nell’Olivello e nelle sue proprietà.

Grazie alle donazioni, che possono esser fatte anche nella forma dei simpatici pacchetti con adeguate ricompense ( l’appassionato, il divertito, la groupie), si potranno coprire spese di costituzione e gestione dell’azienda per il primo anno, nonché la messa a norma di locali e impianti di vinificazione.  Inoltre, volendo procedere in maniera eco-sostenibile, si potranno acquistare impianti per lo smaltimento e il riutilizzo delle acque di lavaggio, i pannelli solari e le strutture per il compostaggio.

La raccolta fondi verrà coronata con l’evento di venerdì 15 Luglio al Teatro Lo Spazio di Via Locri 42, una scoppiettante serata di musica, teatro, ballo…e, ovviamente, buon vino!

L’obiettivo economico che i Moretti si sono prefissati è l’importante cifra di 70.000 euro. « Siamo coscienti del fatto che potremmo non raggiungerlo, ma agiremo per tappe. Con qualsiasi somma, cominceremo comunque il nostro percorso ».

 

 

 

«E poi, laddove più dolce è la ripa, colline di terra e roccia, in compagnia di ormai rade querce, residui di vigne antiche persistono aggrappati a declivi di terra rossa ».
 

La poesia può avere tante forme; una di queste potrebbe essere una bottiglia di vino.Tutto è partito dalla serigrafia di una borsa che, durante una semplice serata tra amici, ha attirato l’attenzione di molti. Poi la passione di Valentina e Federica Moretti per il loro progetto ha fatto il resto. "Verso il bio" è un’idea genuina, che mescola l’amore di una famiglia per la terra d’origine, la “ciociara” Monticelli di Esperia, unita a una simpatica campagna social. Amore che si concretizza nell’Olivello, vino prodotto biologicamente grazie alla sapienza di Mario, il papà, per anni capo cantiere, ma con la passione per la viticoltura.

Dopo il licenziamento, il signor Moretti si è rimesso in gioco, ripartendo dalle tecniche e le regole del vivere contadino trasmesse dai nonni. Inizia così un percorso, dapprima di raffinazione del vitigno principe per poi passare alla ricerca delle qualità che lo incuriosivano di più. Colpito da alcuni tralci trovati nei vigneti di cui Mario si prende cura, li preleva e comincia a innestarli nel suo terreno.  

Risultato? In vigna Moretti si contano oggi circa 19 vitigni autoctoni, coltivati biologicamente, che aspettano solo di essere iscritti al Registro nazionale.  Come nelle migliori tradizioni di famiglia, Valentina e Federica vogliono raccogliere l’eredità, creando un mix vincente tra sapere antico e comunicazione moderna.

«Fino alla generazione di mio nonno più che di passione si parla di tradizione locale, ogni famiglia aveva la sua piccola vigna » dice Federica, studentessa di Lettere e Filosofia. « Ma la vera passione nasce in nostro padre, che in quelle vigne ci è cresciuto e negli anni ha scelto di occuparsene » ribatte Valentina, che invece si dedica al Teatro.

Il vino è una passione da tempo presente nella famiglia Moretti. « Da circa quindici anni lo produciamo per amici e parenti.  L’idea è costruire un’azienda vitivinicola, coscienti della ricchezza enorme che abbiamo in mano ».  Le virtù dell’Olivello infatti, il vino più diffuso della zona, vengono anche citate in un carme del poeta latino Orazio (vile potabis, molto gradito dagli antichi romani).

Le imprese a conduzione familiare sono rare in questi tempi di produzione in serie. Ma papà Mario e figlie hanno accettato di buon grado questa sfida. «Per cambiare rotta bisogna tentare. Monticelli è una realtà desolata e abbandonata a sé stessa in cui manca collaborazione e voglia di costruire. Nonostante questo, si sta di nuovo riconoscendo peculiarità e qualità dei prodotti locali ». L’iniziativa però è ben lontana dall’essere un semplice trend del momento. « Non sono una da tendenze» sottolinea Valentina. « Sono certa che la nostra autenticità e genuinità non faticheranno in ogni caso ad essere riconosciute ».

Una valida alternativa ai vini esposti negli scaffali del supermercato, dalle belle confezioni ma poco genuini. «Chi produce , mio padre, conosce ogni singola pianta, le sue problematiche e le sue esigenze. Questo fa si che lui possa prevenire anziché curare » afferma Federica.

Genuinità che ha trovato terreno fertile in una campagna di crowdfunding sviluppata sulla piattaforma Produzioni dal basso. « L’idea è nata al tavolo di Maura, napoletana DOC, di fronte a un piatto di spaghetti e alici fresche. Le abbiamo raccontato della nostra terra, del desiderio di prendere in mano un patrimonio che, altrimenti, sarebbe andato perduto. Per la campagna social e tutto quello che concerne la raccolta fondi ci siamo avvalse dell’aiuto delle persone a noi più vicine ». Un gruppetto di giovani, tutte donne, che crede con forza nell’Olivello e nelle sue proprietà.

Grazie alle donazioni, che possono esser fatte anche nella forma dei simpatici pacchetti con adeguate ricompense ( l’appassionato, il divertito, la groupie), si potranno coprire spese di costituzione e gestione dell’azienda per il primo anno, nonché la messa a norma di locali e impianti di vinificazione.  Inoltre, volendo procedere in maniera eco-sostenibile, si potranno acquistare impianti per lo smaltimento e il riutilizzo delle acque di lavaggio, i pannelli solari e le strutture per il compostaggio.

La raccolta fondi verrà coronata con l’evento di venerdì 15 Luglio al Teatro Lo Spazio di Via Locri 42, una scoppiettante serata di musica, teatro, ballo…e, ovviamente, buon vino!

L’obiettivo economico che i Moretti si sono prefissati è l’importante cifra di 70.000 euro. « Siamo coscienti del fatto che potremmo non raggiungerlo, ma agiremo per tappe. Con qualsiasi somma, cominceremo comunque il nostro percorso».

 

di IRENE CALTABIANO

 

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