Il vinile fa più soldi dello streaming...o no?

Ecco ciò che le grandi piattaforme quali YouTube, Spotify, Deezer non vorrebbero sentirsi dire. 
 
Secondo quanto riportato dalla BPI ( l’associazione composta dall’industria musicale britannica) le vendite di vinili generano maggiori ricavi dello streaming gratuito. Il dato è riferito al 2015, un anno positivo per la crescita del mercato musicale (circa il 12, 9%). Meno incoraggianti i numeri relativi ai ricavi, in contrazione dell 0,9%.
 
Una vittoria per gli amanti del caro vecchio disco nero. Ma è davvero così? Non me ne intendo molto quindi ho deciso di affidarmi a chi ne sa più di me. Curiosando per i blog di settore ci sono infatti analisi meno più approfonditi rispetto ai titoli sensazionalistici.
 
 
Le piattaforme musicali di streaming prevedono due tipi di sottoscrizione: gratuita, con alcune limitazioni sul mobile e spesso interrotta da pubblicità, e a pagamento, con contenuti migliori, senza annunci né limitazioni. Quelle free hanno prodotto ricavi per oltre 385 milioni di dollari, quelle a pagamento, oltre un miliardo di dollari. Quindi, almeno sul mercato USA, secondo la Record Industry of America, questa regola non vale. Vinili e compact disc rappresentano il 28, 8% contro il 34, 3 % dello streaming. I 33 giri producono più utili solo considerando gli abbonamenti gratuiti e i servizi sostenuti dalla pubblicità attirano una gran quantità di utenti, ma producono ricavi modesti. 
 
Comprare dischi in vinile dunque fa girare più soldi che ascoltare la musica gratis su Internet. Ma non fa guadagnare di più. E in Italia?
 
 
 Nel Bel Paese tendenzialmente il vinile funziona meno. Deloitte, società di servizi professionali alle imprese, certifica che il mercato discografico italiano è cresciuto del 21%. Il vinile del 56%, ma pensare che il buon vecchio 33 giri possa far girare nuovamente il mercato musicale sembra leggermente utopico. Si delinea piuttosto un panorama in cui convivono varie modalità di consumo. 
 
Il fascino della puntina che scorre sul disco rimarrà comunque insostituibile per nostalgici e hipster.  
 
 
 
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