Il futuro è qui! Nasce la seta che conduce l'elettricità

La seta è un bene di lusso. Ma che succede se, giocando al piccolo chimico, si crea un tessuto dal valore ancora maggiore? 

 La Tsinghua University di Pechino ha messo in atto un procedimento alquanto innovativo: un tessuto che, grazie ad accurate modifiche, riesce a trasmettere l’elettricità. Una fibra introvabile in natura, interamente prodotta in laboratorio grazie al cambiamento della dieta dei bachi. Normalmente gli animali consumano foglie di gelso, producendo seta da due ghiandole, collocate parallelamente all’interno del corpo. Il baco la estrude grazie a due aperture ai lati della bocca: la bava, a contatto con l'aria, si solidifica e il movimento ad otto della testa la dispone in strati, formando un bozzolo di seta grezza (costituito da un singolo filo continuo di lunghezza fra i 300 e i 900 metri)

Gli scienziati hanno perciò imbevuto le  foglie di gelso in un composto consistente per lo 0,2%  di nanotubi in carbonio e grafene.«Trattare seta già filata avrebbe richiesto di sciogliere i nanomateriali in solventi chimici tossici e applicarli successivamente. Un procedimento complesso e poco eco-friendly» dichiarano gli studiosi. Cambiare il prodotto a monte, partendo direttamente dalla “materia prima”.

Il passo successivo prevede capire quanto grafene sia stato metabolizzato dalle larve e quanta parte espulso. Ma la struttura del tessuto ha comunque mostrato caratteristiche  incoraggianti. Una notizia molto allettante per chi produce abbigliamento, che potrebbe avere ampi risvolti in campo wereable e medico. 

 

di Irene Caltabiano

 

 
 
 
 
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