Il boss Pietro Savastano sta con Legambiente

Un obiettivo si raggiunge solo se ciascuno si rende conto dell'importanza del proprio contributo.
Fortunato Cerlino, ben più noto come il boss Pietro Savastano di Gomorra, parla dell'importanza di fare attenzione ai gesti quotidiani. Fare la spesa, ad esempio. 
Pochi sanno che la criminalità organizzata controlla persino il mercato dei sacchetti di plastica bio. La camorra impone ai commercianti acquisto e distribuzione illegale di prodotti non compostabili, come un cancro che distrugge tutto ciò che tocca.  
L'attore è diventato così volto della campagna Legambiente#Unsaccogiusto, con l'obiettivo di sensibilizzare sulla lotta alla camorra,  Legambiente  confeziona uno spot che  gioca sulla potenza del montaggio, invitando a osservare meglio, andare al di là del nostro naso. Il video è  infatti scisso in due parti. Nella prima Cerlino è in primo piano. Nella seconda l'inquadratura si allarga, mettendo in evidenza la troupe e il lavoro svolto per confezionare il filmato. Un' allusione a comprendere che senza l'aiuto di ciascuno non si arriva lontano. «Se non l'hai visto come fai a cambiare le cose?» recita Don Savastano, non senza un certo effetto. 
 
C'è chi lotta per un commercio più giusto e legale, voci fuori dal coro come la Cooperativa 21. Gennaro e Massimiliano, i fondatori, sono figli rispettivamente di Fedeico Del Prete e Domenico Novello. Cosa li accomuna? I loro padri sono stati uccisi dalla camorra.  Il primo, sindacalista dgli ambulanti, per aver denunciato il racket delle buste di plastica del mercato di Mondragone. Il secondo per aver fatto condannare alcuni esponenti del clan dei casalesi, responsabili di quella morte. 
 
I dati parlano. La filiera legale a causa del commercio criminale perde 160 milioni di euro, a cui se ne devono aggiungere 30 di evasione fiscale e 50 per lo smaltimento delle buste fuori legge. C'è un modo per denunciare questa filiera distruttiva? Si. Se la busta non è conforme alle normative puoi segnalarlo all'indirizzo di posta elettronica unsaccogiusto@legambiente.it. 
 
Una scelta azzeccatissima quella dell'associazione ambientalista, che sfata il mito del  criminale-eroe, già perpetrato precedentemente da altri colleghhi( vedi Claudio Gioè in Il capo dei capo). La fiction è diversa dalla realtà e siamo noi a doverci impegnare a vedere cioò che non ci viene così facilmente mostrato.

Un obiettivo si raggiunge solo se ciascuno si rende conto dell'importanza del proprio contributo.

Fortunato Cerlino, ben più noto come il boss Pietro Savastano di Gomorra, parla dell'importanza di fare attenzione ai gesti quotidiani. Fare la spesa, ad esempio.

Pochi sanno che la criminalità organizzata controlla persino il mercato dei sacchetti di plastica bio. La camorra impone ai commercianti acquisto e distribuzione illegale di prodotti non compostabili, come un cancro che distrugge tutto ciò che tocca.

L'attore è diventato così volto della campagna Legambiente#Unsaccogiusto, con l'obiettivo di sensibilizzare sulla lotta alla camorra, Legambiente confeziona uno spot che gioca sulla potenza del montaggio, invitando a osservare meglio, andare al di là del nostro naso. Il video è infatti scisso in due parti. Nella prima Cerlino è in primo piano. Nella seconda l'inquadratura si allarga, mettendo in evidenza la troupe e il lavoro svolto per confezionare il filmato. Un' allusione a comprendere che senza l'aiuto di ciascuno non si arriva lontano. «Se non l'hai visto come fai a cambiare le cose?» recita Don Savastano, non senza un certo effetto.


 

C'è chi lotta per un commercio più giusto e legale, voci fuori dal coro come la Cooperativa 21. Gennaro e Massimiliano, i fondatori, sono figli rispettivamente di Fedeico Del Prete e Domenico Novello. Cosa li accomuna? I loro padri sono stati uccisi dalla camorra. Il primo, sindacalista dgli ambulanti, per aver denunciato il racket delle buste di plastica del mercato di Mondragone. Il secondo per aver fatto condannare alcuni esponenti del clan dei casalesi, responsabili di quella morte.


 

I dati parlano. La filiera legale a causa del commercio criminale perde 160 milioni di euro, a cui se ne devono aggiungere 30 di evasione fiscale e 50 per lo smaltimento delle buste fuori legge. C'è un modo per denunciare questa filiera distruttiva? Si. Se la busta non è conforme alle normative puoi segnalarlo all'indirizzo di posta elettronica unsaccogiusto@legambiente.it.


 

Una scelta azzeccatissima quella dell'associazione ambientalista, che sfata il mito del criminale-eroe, già perpetrato precedentemente da altri colleghhi( vedi Claudio Gioè in Il capo dei capo). La fiction è diversa dalla realtà e siamo noi a doverci impegnare a vedere cioò che non ci viene così facilmente mostrato.


 


 

Un obiettivo si raggiunge solo se ciascuno si rende conto dell'importanza del proprio contributo.

Fortunato Cerlino, ben più noto come il boss Pietro Savastano della serie tv Gomorra, parla dell'importanza di porre attenzione ai gesti quotidiani. Fare la spesa, ad esempio. 

Pochi sanno che la criminalità organizzata controlla persino il mercato dei sacchetti di plastica bio. La camorra impone ai commercianti acquisto e distribuzione illegale di prodotti non compostabili, come un cancro che distrugge tutto ciò che tocca.  

L'attore è diventato così volto della campagna Legambiente #Unsaccogiusto, con l'obiettivo di sensibilizzare sulla lotta alla camorra. L'associazione ambientalista confeziona uno spot che  gioca sulla potenza del montaggio, invitando a osservare meglio, andare al di là del nostro naso. Il video è  infatti scisso in due parti: nella prima Cerlino è in primo piano; nella seconda l'inquadratura si allarga, mettendo in evidenza la troupe e il lavoro svolto per confezionare il filmato. Un' allusione a comprendere che senza l'aiuto di ciascuno non si arriva lontano. «Se non l'hai visto come fai a cambiare le cose?» recita Don Savastano, non senza un certo effetto. 

C'è chi lotta per un commercio più giusto e legale, voci fuori dal coro come la Cooperativa 21. Gennaro e Massimiliano, i fondatori, sono figli rispettivamente di Federico Del Prete e Domenico Novello. Cosa li accomuna? I loro padri sono stati uccisi dalla camorra.  Il primo, sindacalista degli ambulanti, ha denunciato il racket delle buste di plastica del mercato di Mondragone. Il secondo ha condannato alcuni esponenti del clan dei Casalesi.

I dati parlano. La filiera legale, a causa del commercio criminale, perde 160 milioni di euro, a cui se ne devono aggiungere 30 di evasione fiscale e 50 per lo smaltimento delle buste fuori legge. C'è un modo per denunciare questa catena distruttiva? Si. Se la busta non è conforme alle normative si può segnalare all'indirizzo di posta elettronica unsaccogiusto@legambiente.it. Una scelta azzeccatissima quella dell'associazione ambientalista, che sfata il mito del criminale-eroe, purtroppo perpetrato  da altri colleghi di Cerlino (vedi Claudio Gioè in Il capo dei capi).

 La fiction è diversa dalla realtà. Siamo noi a doverci impegnare a vedere ciò che non ci viene così facilmente mostrato.

GUARDA IL VIDEO

 

di IRENE CALTABIANO

 

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