«Ho sconfitto Equitalia e chiesto un risarcimento da 1 milione di euro»

Cosa succede quando il cittadino vuole vederci chiaro sull’operato degli accertatori? 

Incredibile ma vero, accade che i ruoli si ribaltino, e così l’Agenzia di Riscossione viene chiamata a rispondere delle proprie azioni. 
L’imprenditore veneziano Mauro Furlan è il primo in Italia che l’ha portata in tribunale, e ne è uscito vittorioso. Per ben due volte la giustizia gli ha dato ragione; ora lui chiede 1 milione di euro di risarcimento, e il pignoramento del quinto dello stipendio dei funzionari coinvolti nella vicenda. 
«Voglio che ogni mese si ricordino di quello che hanno fatto».
 
I guai per Mauro Furlan cominciano nel 2013
Quando l’Agenzia di Riscossione gli contesta un fatturato ben più alto di quello effettivamente ottenuto. 
Così, gli viene notificata una cartella esattoriale da 500mila euro. L’imprenditore decide di impugnarla, ma per farlo è costretto comunque a pagare un terzo della cifra.
Nel frattempo, due tribunali emettono il loro verdetto, ed è favorevole a Furlan. Equitalia viene quindi condannata al pagamento delle spese processuali.
 
«Abbiamo dimostrato in giudizio che le cifre contestate erano prive di fondamento, e decisamente lontane dalla realtà dei fatti. Peraltro, abbiamo evidenziato sostanziali errori da parte degli ispettori, anche nell’applicazione di elementari formule matematiche». 
Così Federico Veneri, avvocato di Mauro Furlan
«Non abbiate il timore di portare Equitalia in tribunale, né perché vi sentite ‘piccoli’, né per via dei tempi processuali. Nel mio caso, infatti, tutto si è svolto molto rapidamente. Il mio auspicio è che la vicenda porti a una più stretta regolamentazione dei controlli, talvolta all’origine dei gesti disperati compiuti da altri imprenditori». 
Questo il commento a margine di Mauro Furlan.
 

 

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