Glifotest, il sensore contro il glifosato ispirato ai test di gravidanza

Abbiamo già ampiamente parlato della dannosità del glifosato.
C’è chi però si sta attivando per trovare soluzioni accessibili alla maggioranza. Si chiama Glifotest  ed è opera di un gruppo di studenti della Facoltà di Agricoltura dell’Università di Buenos Aires. Il dispositivo rileva la presenza di glifosato nell’ acqua e nel cibo, con particolare riferimento ai prodotti agricoli. 
 
 
Il funzionamento di Glifotest è  ispirato  ai test di gravidanza, così da essere di semplice utilizzo per tutti. Agisce infatti grazie alla presenza di alcuni batteri che cambiano colore a contatto con l’acqua quando incontrano la sostanza. Sulla striscia si possono mettere campioni di suolo, cibo, di qualsiasi cosa si voglia analizzare. Se c’è traccia di glifosato, la carta si colora di blu.
 
 
L’iniziativa è stata presentata di recente al concorso di biologia Tecnox, che si svolge all'interno della stessa Università di Buenos Aires. Il progetto però viene portato avanti da agosto 2015 da un team di sette studenti insieme ad alcuni professori specializzati in scienze ambientali e agronomia. Il nutrito gruppo si è reso conto dell’urgenza di trovare soluzioni concrete a un problema che sta causando numerosi problemi di salute alla popolazione mondiale ma soprattutto agli agricoltori (come mostrato nel reportage fotografico di Pablo Ernesto Piovano, El costo humano de los agrotoxicos). 
 
 
L’ulteriore vantaggio di Glifotest  sarà la disponibilità di analisi alla portata economica di tutti, senza dover ricorrere ad attrezzature costose. Al momento è un progetto pilota, in quanto evidenzia solo la presenza dell’erbicida senza segnalare  quantità e concentrazione.  Ma si spera che istituzioni e privati abbiano l'intelligenza di investirci . 
 
Non è ammissibile che per denaro vengano calpestati i fondamentali diritti umani. 
 
 
 
 
 
 
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