Gli influencer hanno davvero un peso sulle vendite? Pro e contro

L’influencer.

chiara-ferragni1Che piacciano o no, che si condivida o meno che sia stata categorizzata come una delle professioni 2.0, è un dato di fatto che ormai gran parte delle aziende includa nel proprio piano di comunicazione l’influencer marketing.  Il 60% dei brand, per l’esattezza.

Gli influencer guidano il pubblico, sono il faro in mezzo al caos dei consumi, assicurano la fiducia di un determinato target di pubblico. In poche parole, sono l’evoluzione dei vecchi testimonial.

Tuttavia, la domanda che mi sono posta quest'oggi è: conviene davvero includere questa tipologia di guadagno nel proprio range di spese pubblicitarie? "Passeggiando" per diversi siti e prendendo in considerazione le opinioni di esperti, ho raccolto per voi PRO e CONTRO.

PRO dell'influencer marketing

influencer-marketing1) Gli influencer, in virtù della notorietà raggiunta, possono arrivare ad un pubblico molto ampio, raggiungendo nuove fette diclientela per l’azienda. 

Un brand può entrare nel radar di un nuovo target di consumatori: i follower dell’influencer che, seguendo il personaggio, vengono in contatto con la marca. Ciò consente, rispetto ai mezzi tradizionali, di comprendere meglio esigenze e gusti della clientela.

2) Una strategia di influencer marketing ben progettata farà innalzare il volume di traffico sul sito, il che accrescerà le probabilità di successo. Inoltre chi arriva al prodotto tramite gli influencer è già informato e in qualche modo convinto dell’azione da svolgere (ovvero acquistare).

3) È risaputo che i consumatori preferiscano ricevere consigli su prodotti o servizi da persone di cui si fidano, meglioinfluencer-marketing8 se attinenti al settore e davvero esperte. Come succede nella realtà, siamo più propensi ad ascoltare persone di cui normalmente abbiamo stima anziché andare alla cieca.


4) Il ritorno in termini di immagine e reputazione è notevole, dal momento che i consumatori sono pressocchè abituati ad essere corteggiati e bersagliati da pubblicità e da più parti. Se si crede di convincere i clienti puntando tutte sulle caratteristiche del prodotto, ci sbagliamo di grosso. L’unica maniera per portare il cliente finale a preferire noi ai nostri competitor è riuscire a prenderli…sul lato emozionale.

Contro dell'influencer marketing

1) Anche l’influencer marketing va pianificato. Come ogni altro strumento  si deve progettare un percorso continuativo, impegnandosi a costruire una relazione con il target di riferimento, per avvicinarlo davvero al brand.

2) Non si deve mai superare il limite di naturalezza e lasciare che il marketing diventi troppo "marchettaro". Se l’influencer consiglia un determinato prodotto utilizzando il suo stile espositivo allora la promozione potrà risultare autentica.

3)Non si deve dunque chiedere dunque all’influencer di superare i propri limiti o esprimersi in aziendalese. Il rischio è compromettere la veridicità e perdere la credibilità acquisita.

4) Infine, anche se può risultare ovvio, stare attenti a chi si sceglie. Se non viene fatto precedentemente un tipo di studio adeguato, si rischia di buttarsi la zappa sui piedi e anziché incrementare le proprie vendite,penalizzare il proprio prodotto.

Influencer marketing: si o no?

influencer-marketingCertamente l’influencer marketing richiede un importante lavoro di ricerca delle persone più adatte, analisi dei profili e un corretto dialogo per mantenere la relazione lavorativa a livello professionale. 

Gli influencer, mettendoci letteralmente la faccia, vogliono pubblicizzare  prodotti anch’essi già riconosciuti e di una certa qualità.

 Si ottengono risultati migliori nel web marketing con le aziende che hanno già una buona comunicazione interpersonale. Gli influencer, in molti casi, susciteranno commenti, nuove opinioni, passaparola e altre forme di interazione che sarà compito dei responsabili della comunicazione aziendale online tenere sott’occhio ed eventualmente correggere con interventi ad hoc.

Sicuramente non è il caso di introdurre l’influencer marketing nelle proprie strategie di comunicazione online se si commercializzano prodotti privi di carattere o di qualità scadente.

In questo caso la strategia potrebbe anche rivelarsi un vero e proprio boomerang. Infatti, qualche influencer più indipendente potrebbe addirittura iniziare a parlarne male.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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