Giocare consapevolmente al Gratta e Vinci (Prima parte)

Cinquantasei sfumature di lotteria istantanea.

La maggior parte delle persone ha bisogno di soldi, odia la matematica e ama fare bei sogni: si potrebbe rispondere così a chi s’interroga sul perché i biglietti Gratta e Vinci abbiano tanto successo. In Italia se ne vendono in media sessanta al secondo (oltre cinque milioni al giorno) e sono davvero in pochi, ormai, a potersi “vantare” di non averne mai comprato uno.

Ne esistono ben cinquantasei tipi diversi, da quelli grandi come un biglietto dell’autobus (al costo di 1€) a quelli che somigliano a un lenzuolo (al costo di 20€). Ognuno ha un tema specifico e i nomi hanno un forte potere evocativo, tale da risuonare con le speranze e le ambizioni di tutte le fasce di clientela. L’esempio più classico è quello del vendutissimo “Turista per sempre”: chi non ha mai sognato di mollare tutto, scappare su un’isola deserta e vivere di rendita?

Anche i colori e la grafica sono studiati in modo da catturare l’occhio e convincere perfino i più scettici a tentare la fortuna almeno per una volta. Le dimensioni del biglietto, poi, crescono all’aumentare del prezzo per dare allo scommettitore la sensazione che non stia sprecando i suoi soldi. A livello inconscio, infatti, l’essere umano associa a un formato più grande un valore maggiore (aspetto arcinoto a chiunque si occupi di marketing).

Leggere attentamente le avvertenze.

Naturalmente tutti sanno che qualsiasi lotteria organizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha come finalità quella di rimpinguare le casse dello Stato e anche il più sprovveduto dei giocatori intuisce che diventare milionari con un Gratta e Vinci è un onore di pochi. Ciononostante gli italiani continuano a sborsare fior di milioni dalle proprie tasche (per giunta col sorriso sulle labbra) convinti che presto o tardi la dea bendata bacerà la loro fronte.

Poiché più di qualcuno si è ridotto sul lastrico per via della sindrome da gioco d’azzardo compulsivo, in seguito alle denunce del Codacons e altre associazioni a tutela dei consumatori i Monopoli di Stato hanno deciso di apporre sui biglietti una dicitura che invita a giocare consapevolmente e responsabilmente.
Questo monito ha più o meno lo stesso effetto di quello riportato sui pacchetti di sigarette: la gente se ne infischia e continua a fumare. Come mai accade questo? Perché un banale avvertimento non va alla radice del problema e, anzi, crea un conflitto che finisce col fomentarlo.

Ma cosa significa “giocare consapevolmente”?

Sono in pochi a essere a conoscenza delle reali probabilità di vincita che si hanno nel momento in cui si acquista un Gratta e Vinci, anche perché sul retro dei biglietti queste informazioni sono riportate in modo poco chiaro. Tale “ignoranza” apre le porte all’illusione che diventare ricchi grattando una pellicola argentata non sia poi così difficile ed è lì che nasce la certezza di diventare poveri, in alcuni soggetti psicologicamente vulnerabili.

Neppure in rete ci si riesce a chiarire le idee, dacché ognuno esprime il proprio giudizio sulla base di analisi superficiali con l’unico intento di perorare la causa del “pro” o del “contro”. Un po’ come accade per il cibo, infatti, ci si divide in vegani e carnivori senza conoscere approfonditamente il tema in oggetto, finendo spesso con l’inveire l’uno contro l’altro. Il risultato, manco a dirlo, è la confusione più totale.

Giocare consapevolmente significa essere a conoscenza delle regole e di quello che ci si deve aspettare riguardo all’esito della giocata. Inoltre vuol dire rendersi conto che quello del grattatore o scommettitore professionista non è un lavoro ma solo un piacevole svago da concedersi di quando in quando (compatibilmente con le proprie finanze). Non si può pretendere di affidare il proprio destino al caso e, qualora questo non ripaghi le aspettative, arrabbiarsi e rivendicare dei diritti o pretendere di essere rimborsati.

Quel che dovrebbe essere chiaro a tutti è che nulla si ottiene in cambio di niente, nella vita, e che per avere un’esistenza dignitosa bisogna lavorare, impegnarsi. È la natura stessa che ce lo insegna, attraverso le stagioni: nulla accade senza sforzo e senza aver aspettato la quantità di tempo necessaria affinché accada.
Nella seconda parte di questo articolo analizzeremo un caso specifico relativo ai Gratta e Vinci per dimostrare che la conoscenza è l’unica via per diventare giocatori consapevoli ed evitare di rovinarsi la vita.

 

di Giovanni Antonucci

autore del romanzo "Veronica Fuori Tempo"

 

 

 
 
 
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