Eco-villaggi, il co-housing a tutto green

Villaggi a misura d’uomo e di ambiente, alimentati da risorse completamente eco-sostenibili.
Gli eco-villaggi sono piccoli paradisi green, che seguono uno stile di vita a impatto zero, tangibile in scelte abitative, di consumo e alimentazione. Il denaro viene attinto da una cassa comune e la struttura è costruita nel pieno rispetto dell’ambiente circostante. Si prediligono materiali locali, come legno o pietra, e il  sostentamento si ricava anche dalla produzione interna di cibo, tramite la messa a coltura dei terreni circostanti. La creazione di spazi di co-housing in mezzo alla natura non solo promuove nuovi stili di vita all’insegna di socialità  e cooperazione, ma alimenta comportanti solidali nel rispetto di umanità e ambiente.
 
La prima esperienza di eco-villaggio, anche se ancora non ufficialmente attestata, è registrata nel 1962 a Findhorn, Scozia. La diffusione delle comunità è stata però incrementata nel 1995, con la fondazione della GEN, Global Eco-village network, che ha permesso confronto e scambio di idee tra le diverse strutture presenti nel mondo.  
 
Il primato per densità di ecovillaggi spetta all' America, con circa 2000  insediamenti e  comunità di circa 100.000 membri. Gran Bretagna e Irlanda  detengono invece il primato in Europa, con ben 250 comunità da 5000 componenti. A seguire Germania, Francia, Paesi Bassi, Spagna e Portogallo.
 
GLI ECO-VILLAGGI IN ITALIA
La rete nostrana di villaggi ecologici (RIVE) si distende soprattutto nelle zone centrali della penisola, nella maggioranza aree rurali che si spopolarono durante gli anni ‘70. Generalmente si tratta di realtà di piccole dimensioni, con una popolazione massima di 20 abitanti. Qui forniamo un elenco delle comunità più nutrite, ma ce ne sono molte altre sparse per l’Italia.
 
Damanhur (Piemonte): in una lingua molto antica, non meglio identificata, significa "città della luce".  Situata tra la Valchiusella e l’Alto canavese (Torino), fu fondata nel 1975 da Oberto Airaudi . La struttura è stata premiata dall’Onu in quanto  luogo di straordinaria bellezza e precoce esempio di bioedilizia. Il Tempio dell’Umanità sotterraneo, articolato su cinque piani, è collegato da corridoi scavati nella roccia tra il '77 e il '92. 
 
Nomadelfia (Toscana): Don Zeno, sacerdote  antifascista e protagonista della Resistenza, nel 1948 progetta una micro-società dove “ la fraternità è legge”( questo  il significato del nome di origine greca). Il prete  crea gruppi da quattro-cinque famiglie, che vivono insieme in undici centri abitativi sparsi per la tenuta. In comune sala da pranzo, cucina, laboratori, mentre ciascuna famiglia ha camere da letto in casette separate. I Nomadelfi lavorano in aziende, laboratori, uffici, scuole della comunità. Il problema dei lavori stagionali , pesanti e ripetitivi, viene risolto organizzando “lavori di massa” ai quali partecipa tutta la popolazione. Si trova a 8km da Grosseto. 
 
Il Forteto (Toscana): circa quaranta  giovani,  nell’area di Prato, durante gli anni ’70 scelgono di vivere secondo principi di solidarietà e condivisione.  Guidati dai valori cattolici di Don Milani, a favore dell’ascolto  e del sostegno dei più deboli, danno vita a un progetto laico di inserimento e accoglienza dei  bisognosi, con grandi risultati di recupero.  Il Forteto possiede anche una fattoria didattica e produce alimenti a km 0, fra cui formaggi, pane e olio. 
 
Eco- villaggio solare (Umbria): iniziativa della Jacopo Fo srl e Banca etica, fondato nel 2011, è forse quello più curato a livello tecnologico. Nasce infatti grazie all’esperienza di studiosi e tecnici del settore green, come i bioarchitetti Sergio Los e Natasha Pulitzer. Tra i progettisti anche un italiano, l’architetto-urbanista Pietro Laureano, attualmente consulente all’Unesco per la progettazione del sistema idrico. Si trova all'interno del parco della Libera Università di Alcatraz (sede dell’omonimo ristorante bio), poco distante dai servizi principali e vicino alla superstrada Orte-Ravenna, a 40 km da Perugia. Il villaggio è costruito con diversi materiali, dalle case di pietra al legno coibentato. La costante? Minimo impatto ambientale e alta efficienza energetica. 
 
Vivere in un eco-villaggio è  una scelta di vita, che, anche se bella e significativa, ha bisogno di preparazione. Gli ecovillaggi possono essere visitati ed esistono corsi appositi che preparano alla vita in comunità. Tutte le informazioni sul sito di RIVE
 
 
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