È nato prima il bullo o il bullismo?

 Bulli si nasce o si diventa?

Tutto si risolve nel vecchio quesito: esiste forse un gene della cattiveria? Cosa provano i genitori che, nel mezzo del cammino di loro vita, scoprono a un tratto che il proprio figlio tormenta altri ragazzini? Che li picchia, li offende verbalmente o ruba loro soldi e cellulari?

Le storie sono spesso simili: ragazzi di buona famiglia, all’apparenza tranquilli, che un giorno si rivelano essere terribili aguzzini. Ma siamo sicuri che i genitori in primis non sappiano leggere tra le righe di certi comportamenti? Andare oltre quei gesti di violenza per comprendere le vere necessità degli adolescenti?

Non scrivo per fini pedagogici, ma sulla scorta di riflessioni personali. Qualche settimana fa mi sono semplicemente chiesta perchè a volte non serve provenire da particolari situazioni sociali per diventare bulli. A volte questi ragazzi hanno situazioni familiari normalissime, anzi crescono con sani principi. E allora perché un mattino il "bullo in potenza" si sveglia e comincia a scagliarsi  sulle vittime prescelte?

Il bullo è sempre esistito

Chi di noi  a scuola non è mai stato preso in giro per qualcosa? Il taglio di capelli, la maglia non proprio all’ultima moda,  per essere un po’ più in carne del normale? Il problema è che adesso i mezzi per “ferire” non si limitano alle parole, ma sono più sottili e umilianti. La presa in giro, se prima si limitava alle quattro mura di un'aula, oggi viaggia in mainstream su YouTube e non dà scampo, ti costringe ovunque al ruolo di vittima. Le tristi conseguenze le conosciamo bene. L’autostima del soggetto perseguitato viene minata a poco a poco, fin quando non si annulla completamente. E in maniera definitiva.

Chi è vittima e chi carnefice?

Tutti abbiamo un modo diverso di reagire al dolore. C’è chi lo affronta trasformandolo in energia positiva e chi sceglie di chiudersi in sé stesso, mutando la sofferenza in rabbia e aggressività. E in un periodo come l’adolescenza è complicato fare quel passo in più, trasformare il proprio rancore in apertura verso il mondo.

Tantissimi possono essere i motivi per crearsi una corazza, senza far riferimento a situazioni troppo difficili: non essere stimati dai propri genitori, avere un padre o una madre troppo autoritari, provare invidia per un fratello o una sorella più bravi.

Quando una richiesta di amore non viene ascoltata, la mancanza di affetto diventa un’esperienza dolorosa. Il passo successivo è convincersi di essere invincibili: quel bisogno di amore è una debolezza. La stessa che scatena l’aggressività quando si rivede quella vulnerabilità in un'altra persona. Il bullo non tollera i punti deboli altrui perché è il primo ad esserci passato.

L’educazione passa anche dai genitori

Dal momento che la forma più diffusa è ormai il cyberbullismo, stanno nascendo numerosi progetti in cui si educano genitori e alunni per affrontare e capire il mondo del web e la diffusione di tali fenomeni,  Il modello proposto è più o meno il vecchio ritornello (sempre valido) di non abbandonare i figli davanti alla tv, oggi trasferito a smartphone e pc.

Cominciare, fin dalle elementari a navigare su Internet insieme e farne un uso adeguato, imparando a distinguere cosa sia meglio non fare. Una maggiore alfabetizzazione potrà aiutare i genitori, soddisfando anche un’altra funzione: il bisogno dei figli di ricevere attenzioni e e sentirsi amati

 

di Irene Caltabiano

 

 
 
 
 
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