Diverso da chi? Tutti i 20enni hanno il diritto di prendere il treno e innamorarsi

«Sono single per forza, non piglio l’autobus!». Bisogna avere carattere, per ironizzare su quello che ci rende “diversi”, vulnerabili e costretti a un passo più lento, in una società che esige perfetta efficienza e che non tollera il non omologabile. Jacopo Melio, 24enne fiorentino studente di Scienze Politiche, con questa battuta, ha dimostrato di averne in abbondanza. Infatti, la disabilità fisica non gli ha impedito di coltivare le sue passioni e farsi portavoce di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’accessibilità dei mezzi di trasporto. Parola (o meglio, hashtag) d’ordine #vorreiprendereiltreno, che ha poi dato vita a una onlus.
 
 
«Ebbi uno scambio di battute con l’allora ministro Maria Chiara Carrozza che su Twitter scrisse: ‘sono su un meraviglioso treno per Firenze’ e aggiunse l’hasthag #ioprendoiltreno, volendo sottolineare il fatto di non avere una scorta e che fosse solita prendere il treno come tutti». Così Jacopo Melio ripercorre l’episodio da cui è partito tutto. «A quel punto io risposi che non sempre i treni ‘son meravigliosi e attrezzati per noi disabili’ chiudendo col mio hashtag. Da lì scrissi un articolo sul mio blog denunciando le varie problematiche dei trasporti pubblici utilizzando il treno come una metafora. Da quell’articolo,#vorreiprendereiltreno divenne virale e raggiunse in poco tempo migliaia di condivisioni. Molte persone hanno scattato una foto coi cartelli con quella scritta e la cosa si è allargata a macchia d’olio. A quel punto non volevo che rimanesse un semplice tormentone del momento. Ho creato la pagina, ho portato avanti la campagna e quando ho visto che l’attenzione aumentava sempre di più arrivando a coinvolgere anche la politica, ho deciso di fondare la onlus».  
 
Muoversi in treno, per chi è disabile, rappresenta una vera e propria odissea. Gli studenti pendolari sono infatti costretti a prenotare l’assistenza con almeno 48 ore di anticipo. Chi sceglie di muoversi in autobus, pullman e tram deve scontrarsi con una situazione ancora più critica. «Manca la pedana, la banchina non è a norma, il marciapiede è troppo basso. E l’elenco sarebbe ancora lunghissimo», puntualizza Jacopo Melio.

 
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