Dimmi con quale aforisma ti struggi e ti dirò chi sei

Al diavolo la cultura!

ernst-hemingwayQuanto odio la filosofia spicciola che va alla deriva su Facebook. Copia, incolla...e siamo tutti modelli di cultura e novelli Jim Morrison. Ma non solo sui social.

Ricordo perfettamente un poster gigante alla Feltrinelli di Forlì. Il faccione in primo piano di Hemingway con scritto “Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena lottare”. Peccato che il noto scrittore si sia sparato in bocca perché odiava la vita.

Provo un senso di terribile angoscia quando entro in quel posto e leggo l’aforisma. Figuriamoci a scorrere le bacheche. Ma abbiamo davvero un nostro pensiero? Se la risposta è no, continua a leggere. Se la risposta è sì…pure.

Diciotto anni

charles-bukowski-3Il diploma. La libertà, le prime canne, l’alcool. Tutti sfogliano libri di Arthur Rimbaud, Charles Baudelaire e tante ragazze amano Bukowski, lo stesso che chiamava tutte le donne puttane. Che dolcezza.

I ragazzetti oziano tra i versi dei poeti maledetti e numerose Peroni. Così tra una rima e l’altra finiscono in coma etilico. In quanto tempo? Quello che ci vuole affinchè la moda-letteratura sia passata e il pensiero ricorrente sia: “Forse ho fatto una cazzata ( beviamoci su)”.

Vent'anni

Vietato non citare Pasolini, soprattutto se fai Lettere e Filosofia. Sembra che tutti lo conoscano. Non c’è luogo dove non parlarne o lasciarne traccia, anche sui muri dei bagni.  Differenza dai diciotto ai venti? Si passa dagli aforismi alle prime letture, dove si crede di aver capito tutto dalla vita. Si crede.

Ricordo l’incontro con un ragazzo in un bar. Dovevamo discutere di un progetto teatrale e lui, infastidito da non so cosa, dopo aver vantato straordinarie doti artistiche, gridò: “Io so cos’è la solitudine”. Rimasi in silenzio. Ero imbarazzato e indubbio se richiedere un TSO ( trattamento sanitario obbligatorio).

Che fatica!  Diciamo che più che essermi trovato di fronte ad una mosca bianca, questi soggetti sono uno sciame di mosche nere e si trovano dappertutto. Girano in gruppo o da soli e sono un pericolo per la società.

Ventidue anni

titoli-falsi

Soprattutto se si è fuori sede, dopo il primo anno di università, qualcosa incomincia a cambiare. Si inizia, diciamo … a vivere. Quindi quel qualcosa che forse di sfuggita si è letto potrebbe essere utile o comunque a tratti – finalmente - capito. Questo è un altro problema: Comprendere. “Che stai leggendo?”, “Un libro che parla di schizofrenia”.  

Ecco, questa forse è la chiave che si potrebbe dare ad una generazione che vuole a tutti costi informarsi sul mondo in maniera veloce su tutto. Al diavolo se non si hanno i mezzi. L’importante è la copertina e il  fatto che sia ben visibile ai passanti. Anche se LA CRITICA DELLA RAGION PURA nasconde in realtà l’ultimo numero di Topolino.

Quanto tempo sprecato. Chi si loda si imbroda. Infatti, dopo due anni, anzi un mese, non si ricorda quel che è stato letto. Per caso esiste una cultura passeggera o effimera? Non credo proprio. Se è cultura deve rimanere. Non si può leggere un libro di Kafka e non ricordarsi di averlo letto.  

Conclusioni?

Quando si è giovani, è facile cadere in queste tentazioni perché si è stupidi e stupiti, ecco perché vogliamo sapere tutto. Vogliamo essere più intellettuali di altri. Siamo un fuoco accesso che avanzando crea cenere. Infine quando tutto è spento si arriva ai trent’anni, quaranta. E tornano gli aforismi.  O i buongiornissimo kaffèèè. 

Luca Mordenti 

 

 
 
 
 

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