Dall’Ucraina all’Italia avendo come bussola l’amore per il proprio lavoro, la cardiochirurgia

La vita in provincia è croce e delizia

Passaparola

In qualità di terrona nata e cresciuta a Lecce, vivace ma piccola città incastonata nel tacco d’Italia, ho sperimentato direttamente cosa significa muoversi in un contesto in cui, come si suol dire, “tutti conoscono tutti”.

L’ormai celebre teoria dei sei gradi di separazione, secondo cui ciascuno di noi può entrare in contatto con qualunque altro individuo o oggetto attraverso un massimo di cinque intermediari, risulta in genere notevolmente esemplificata in una città di provincia. A volte sono sufficienti tre passaggi, se non addirittura uno o due, nel caso di soggetti tra loro coetanei.

Insomma, l’interconnessione quasi istantanea, nelle piccole comunità, è un dato di fatto, una realtà consolidatasi ancor prima dell’avvento della Rete e dei social media. Un meccanismo che, a dispetto del “lato oscuro” rappresentato da pettegolezzi e giudizi non richiesti, talvolta si mette in moto con intenti meritevoli. Ne sa qualcosa Yuri Rusinko, medico ucraino 50enne arrivato in Italia nel 2002, che, grazie alla propria caparbietà e al passaparola virtuoso di cui è stato protagonista, si è nuovamente laureato ed ha ripreso a esercitare la professione.

Il “pellegrinaggio” attraverso l’Europa inizia da Sasovo

Yuri-RusinkoYuri Rusinko lascia la sua città natale (e il figlio) 16 anni fa. Lavora come cardiochirurgo, ma la paga è decisamente proibitiva: guadagna infatti 50 euro al mese. Decide quindi di tentare la sorte in capitali quali Madrid e Budapest, per poi spostarsi in Italia, raggiungendo alcuni connazionali ad Aquara (Salerno).

I primi tempi, inevitabilmente, sono in salita. Yuri Risinko, clandestino, si ritrova a lavorare come manovale; dopo poco tempo, però, la sua storia fa il giro del paese, e  innesca un “effetto domino” all’insegna della solidarietà.

Il sindaco mette in contatto l’uomo con un anziano venditore ambulante, e, oltre ad aiutarlo a scaricare le merci in occasione dei mercati, diventa una sorta di medico personale. Yuri gli controlla infatti costantemente pressione glicemia. Nel frattempo la maestra Giovanna Mastrantuono gli dà lezioni di italiano.

Quando un’occasione inaspettata cambia le carte in tavola

Yuri-RusinkoYuri Rusinko trova lavoro come badante, e quindi inizia a prestare assistenza a un anziano. Ciò gli permette di ottenere il primo permesso di soggiorno avvalendosi della legge Bossi – Fini. Finalmente può chiedere il riconoscimento della laurea conseguita in Ucraina, ma la prova orale non va come previsto, e questo segna una momentanea battuta d’arresto.

L’uomo però non si demoralizza, e riparte come infermiere a Firenze; nel frattempo si iscrive a Medicina, e consegue la laurea presso l’ateneo toscano con il voto di 110. Si iscrive all’albo, e successivamente viene assunto al 118 di una casa di cura in provincia di Bologna. A coronare il suo percorso, l’assunzione al Pronto Soccorso di Abano Terme (Padova) e la cittadinanza italiana, ottenuta nel 2015.

Yuri-RusinkoLa felicità, d’altra parte, è un percorso in perpetuo divenire. Un sentimento che risiede nell’impegno profuso, ancor prima che nel raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Così Yuri Rusinko, anziché crogiolarsi sugli allori, sposta lo sguardo sul tassello mancante. Ovvero, la convalida della specializzazione in cardiochirurgia pediatrica. Tuttavia, non è difficile ipotizzare che riuscirà a rovesciare il cruccio in qualcosa di positivo. Ci è riuscito molto tempo fa, quando il vescovo della sua città gli impedì di diventare prete a causa della erre moscia…

 
francesca garrisi
 

 

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