Cos'è il binge watching e perchè la curiosità è la chiave di molti successi

Siamo la generazione di Breaking Bad e The Walking Dead, di Stranger Things e Homeland.

breaking-badIo stessa ammetto, fino a poco tempo fa, di essere stata una cinefila fedele. Serie tv? Raramente. Devo dire però, che una volta entrati nel circolo, è difficile smettere. «La serialità è la droga dei nostri tempi?» mi sono domandata mentre il mio pomeriggio domenicale era stato interamente inghiottito dalla visione di The Young Pope, ultima fatica d’oltreoceano di Paolo Sorrentino.

Quali sono i motivi che spingono a preferire una scorpacciata immersiva di Sherlock o Lost a una birra con gli amici? Il fenomeno ha assunto una tale importanza a livello mondiale da essersi aggiudicato un termine tutto suo: il binge watching ( letteralmente abbuffata visiva), ovvero quelle maratone "bulimiche" di dieci, quindici, venti puntate delle nostre serie preferite.

Un consumo visivo deviato o semplicemente un meccanismo geniale e contagioso da cui pochi si salvano? Perché le bringe-watchingserie tv ci tengono così tanto attaccati? Qual è il motivo per cui i protagonisti diventano quasi reali, come se lo schermo fosse uno spioncino privilegiato sulle loro vite? Gli sceneggiatori hanno capito che la serie, più del film, fa leva su un meccanismo umano che non passa mai di moda, prolungato e reiterato all’ inverosimile: la curiosità. La stessa che ci spinge a guardare morbosamente Facebook e a spiare profili di sconosciuti, partendo per caso da quello di un nostro amico.

La somministrazione in pillole diventa perfetta per sviluppare trame articolate, che diano spazio a personaggi secondari ( al principio) che non riuscerebbero a trovare un arco narrativo completo all’interno di un film. Una visione più flessibile che, se ben dosata, crea una forte dipendenza. Chi resiste alla tentazione di capire cos’è appena successo al nostro idolo alla fine di ogni puntata?

/house-of-cardsFino a poco tempo fa il prodotto televisivo era considerato minore rispetto a quello destinato al cinema. Adesso sembra essere esattamente il contrario: gli script per i film devono sgomitare per attrarre nuovo pubblico, per riavvicinare lo spettatore a un tipo di narrazione che si concluda nel tempo massimo di due ore e mezza. Numerosi critici affermano la similitudine tra la serie tv e la letteratura. Un libro, al contrario di un film, consente di entrare e descrivere meglio l’universo che circonda il protagonista, delineandone con più accuratezza la psicologia.

Un successo dovuto alla qualità dei contenuti recenti nonché a forme di intrattenimento alternativo rispetto alla televisione mainstream. Piattaforme quali Netflix o Sky atlantic che hanno fatto delle serie on demand la loro fortuna, riuscendo a poco a poco a sfornare prodotti originali (si veda il caso Stranger Things, House of cards o Narcos).

Serie tv, anima del commercio

altromercatoUna diffusione tale da creare nicchie culturali, un’iconografia immediatamente riconoscibile la cui onda lunga è stata sfruttata anche in altri settori commerciali. Recentemente ad esempio Altromercato ha cavalcato la serie-mania sviluppando una campagna social diventata virale.

“Consigliata ai pazzi per il fondente, non per le congiure” è il pay off che accompagna il richiamo alla nuova serie Rai I Medici, Oppure per gli amanti di The Walking Dead si consigli la tavoletta di cioccolato "per chi ha un certo appetito", e vediamo la mano di uno zombie che rimanda sottilmente all’argomento della serie.

Sky invece ha da poco realizzato Le serie tv fanno parte di noi, campagna indirizzata ai fan sfegatati del piccolo schermo. La piattaforma ha chiesto agli aficionados di mettersi alla prova mostrando la loro passione per le serie attraverso video-prove. Quali? Per esempio raccontare la propria reazione a uno spoiler o riprodurre la sigla della serie preferita. I più originali sono invitati a partecipare a un’audizione dal vivo dove dovranno mostrare la propria dedizione di fronte ai talent Sky. Il vincitore verrà spedito direttamente sul set della fiction prediletta.

Un format che alimenta il nostro immaginario in maniera crescente e occupa un posto speciale nelle conversazioni di tutti i giorni. Una forma di story telling sicuramente non destinata ad esaurirsi nel breve termine perché tutti saremo sempre stimolati dal racconto e dal suo motore portante: sapere come va a finire la storia.

 

di Irene Caltabiano

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