Come possono difendersi gli anziani da raggiri telefonici e porta a porta?

Spiace dirlo, ma i truffatori hanno affilato le loro “armi”

Tra le vittime preferite, per ovvi motivi, ci sono gli anziani, facili da colpire perché deboli fisicamente e spesso materialmente soli. Così, diventano il bersaglio appetibile di quanti cercano di fare soldi facilmente. Ecco le tipologie di raggiro più diffuse. Conoscerle può aiutare a non farsi trovare impreparati la prossima volta che uno sconosciuto busserà alla porta, o chiamerà al telefono.

 

Poliziotto? Favorisca i documenti A Cecina e Arezzo va in scena un evergreen. A essere contattati, anziani che vivono da soli, allo scopo di carpire loro fiducia … e soldi. Il pretesto? L’incidente occorso a un parente. La buona notizia è che lui non ha riportato ferite, quella cattiva che l’auto non era assicurata. Chi chiama si spaccia per un appartenente alle Forze dell’Ordine e spesso si fa accompagnare da un complice che si presenta come avvocato difensore del congiunto. Così riesce a estorcere una cifra anche cospicua promettendo di chiudere la faccenda senza ripercussioni legali

Psicodramma In questo caso si punta tutto sulla capacità di scatenare il panico nell’anziano. La vittima è, in genere, individuata attraverso una preventiva attenta lettura all’elenco telefonico. Da qui vengono selezionati i nominativi evidentemente appartenenti a una generazione precedente. A chiamare è un sedicente medico, il quale informa che la guida poco prudente di un figlio o un nipote ha causato un incidente che ha provocato uno o più feriti. Per evitare che rimanga traccia dell’accaduto nella fedina penale, è necessario sborsare un risarcimento spesso nell’ordine di qualche migliaia di euro.

Ciao nonna, indovina un po’ chi sono? Stavolta è il “nipote” stesso a chiamare “l’amatissima” parente per informarla di un guaio economico da cui, da solo, non è in grado di uscire. «Sai, ho comprato un regalo a Patrizia e ora non posso pagare il bollo della macchina». A spiegare la dinamica che entra in gioco, è un investigatore. «Il segreto è il momento dell´aggancio. L’anziano di suo, e soprattutto a Milano, è diffidente. Devi prenderlo alla sprovvista, all´uscita dalla banca, sovrappensiero, con le borse della spesa in mano. Devi fare la faccia giusta, mostrare confidenza coi gesti, con la mimica».Una volta catturata (è proprio il caso di dirlo) la fiducia dell’anziano, questo non avrà difficoltà a consegnare la somma pattuita nelle mani di quello che si presenta come un amico fraterno del nipote.

Le facce … di bronzo del “porta a porta”Le scuse per introdursi in casa possono essere le più svariate. Un malore, la necessità di chiedere informazioni sicuri del fatto loro, i truffatori possono arrivare addirittura a spacciarsi per vicini di casa. «Ho i muratori in casa. Posso lasciare da lei i miei gioielli? Si vede subito che è una brava persona». Oppure «abitiamo al piano di sotto, ci siamo accorti di una macchia di umido in bagno, proprio in corrispondenza di casa sua. Possiamo entrare?».

Smascherare gli ideatori del raggiro è più facile di quanto si pensi. Il più delle volte è sufficiente qualche domanda a trabocchetto. Se si tratta di un sedicente, ignorerà la vera risposta, e cadrà nella “trappola”. A questo punto, meglio far finta di nulla, mangiare la foglia, e fissare un appuntamento per consegnare i soldi. Nel frattempo, avvertire le Forze dell’Ordine, consentendo loro di prendere i truffatori con le mani “nella marmellata”.  

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