Ciao, sono il mare e ho qualcosa da dirvi

Ciao a tutti, sono il mare.
Sì, lo stesso in cui andate a cercare refrigerio dall’arsura nei giorni di Agosto e quello che agognate durante le lunghe ore in ufficio. Forse mi siete affezionati, ma non mi amate davvero. Non solo avete lasciato che mi si bucasse ancora una volta per estrarre il petrolio, lo avete riversato nelle acque di Genova, ma adesso anche il corallo no.
 
A causa dell’inquinamento soffro di pressione alta e la mia temperatura cresce. E a farne le spese stavolta è stata la barriera corallina australiana, uno dei miei più grandi tesori. Gli studiosi dicono che nulla sarà più come prima. 
 
Circa 4mila chilometri, e non si vede la fine del disastro. Conseguenza? Il corallo è letteralmente "sbiancato dalla paura". Per non parlare della strage di specie in via d’estinzione, come delfini, tartarughe marine e orche. Se continua così mi ritroverò solo in mezzo a trivelle, piattaforme e navi da crociera. 
 
Per non parlare del fatto che sono diventato un cimitero di profughi, di chi, attraversandomi, cerca una vita migliore e trova la morte. Sono stressato e mi sento preso in giro. Tutto ciò che vi dono è gratis. Cibo, sogni, ricordi. E voi mi ringraziate in questo modo?
 
Fate qualcosa perfavore. Sennò mi arrabbio e comincio a inondarvi tutti.
 
 
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