Chi è Arianna Huffington, donna che ha creduto nel potere educativo del fallimento

Qual è il tratto distintivo delle persone di successo?

Fare tesoro dei propri fallimenti. Sembra un paradosso eppure Arianna Huffington, nata Stassilopulos, ha sempre ascoltato le parole della madre che la esortava a considerare gli incidenti di percorso un’opportunità, un trampolino di lancio. Oggi, all’età di 66 anni, è soprannominata la "Rupert Murdoch dell’era digitale", con un  patrimonio da 50 milioni di dollari.

Da Atene a Cambridge

Arianna vive con la famiglia in un piccolo appartamento della capitale greca. Il padre Kostantinos è un giornalista che tenta di fondare diverse testate ma con poco seguito. Dopo il divorzio dei genitori, la ragazza legge di un’università inglese prestigiosa, dove le piacerebbe studiare: Cambridge. All’inizio è dubbiosa, ma la signora Stassilopulos crede fermamente nel talento della figlia. «Se è lì che vuoi andare, ti ci porterò» le dice.

Così, senza conoscere una parola di inglese, le donne della famiglia si trasferiscono a Londra. Arianna vince una borsa di studio con la quale riesce ad iscriversi in Economia. Grande ambizione, parlantina e propensione per il dibattito fanno il resto. Arianna diventa la presidente della Cambridge Union, una delle migliori associazioni studentesche. Qui Miss Stassilopulos impara le regole del jet set, ponendo le basi per la sua ampia rete di contatti.

Delusione d’amore fa rima con ascesa

Appena ventunenne, Arianna conosce e si innamora di Bernard Levin, giornalista e critico letterario. Il fidanzato la porterà nei migliori salotti di Londra, rappresentando per lei una grossa spinta a livello professionale, soprattutto per l’aiuto con le prime pubblicazioni.

 

The Female Woman, libro- attacco al movimento femminista, diventa subito in caso. Levin però è tanto presente lato professionale quanto poco a livello sentimentale. Bernard si rifiuta di sposarla; così lei, con dolore, lo lascia per trasferirsi a New York.

L’America e l’Huffington Post

Non tutto il male viene per nuocere: la storia con Levin e la fama del libro la precedono. I contatti maturati a Cambridge le aprono le porte persino all’elite americana.

Conosce Anne Getty, figlia del magnate del petrolio, che le introduce Michael Huffington, rampollo dell’alta società. Il giovane, dopo poco tempo, diventerà suo marito. Insieme avranno due figli e saranno per un bel po’ una delle coppie più chiacchierate dello showbusiness. La storia non dura molto.

Dopo circa otto anni Arianna chiede il divorzio, anche alla luce della dichiarata bisessualità del marito. Tuttavia l' ennesima delusione non mina le sue ambizioni. Si mette alla ricerca di nuove opportunità, dapprima in politica, come alternativa al "Terminator" Arnold Schwarzenegger, che, come sappiamo, stravince. 

Stufa, Arianna punta sul web, con un blog su cui discutere di attualità e politica. La maggioranza della stampa non crede nel progetto: pensano sia il tentativo di un personaggio in declino di rilanciarsi. la giovane imprenditrice coinvolge nell’idea anche Jonas Peretti, co-fondatore di Buzz Feed e mente tecnica del progetto e Kenneth Lerer, ex vice presidente di Aol (oggi proprietà di Verizon) e principale finanziatore. Un giornale online che dia spazio alle opinioni di personaggi famosi, per cui l’imprenditrice può mettere a disposizione le proprie conoscenze nell'high society. I primi? Arthur Schlesinger e John Cusack.

«Quando abbiamo iniziato non c’era Facebook, non c’erano i video e i social. Ma Arianna ha visto prima di tutti le opportunità. Senza il suo genio nel marketing e i suoi contatti, niente di tutto questo sarebbe avvenuto», ha spiegato Lerer a The Wall Street Journal. Nonostante ci sia un gran numero di visitatori sul sito, il trio non trova inizialmente il modo giusto per monetizzare i contenuti. Interviene così Timothy Armstrong, CEO di Aol, che offre all’Huffington 315 milioni di dollari per comprare il blog. Risultato? L’imprenditrice guadagna diciotto milioni di dollari, viene  messa a capo di Huffington Media Group e altri siti fra i quali TechCrunche e Engadget.

Chi è oggi Arianna Huffington

In undici anni Arianna ha reso l'Huffington post uno dei media più influenti al mondo. Anni duri che le sono costati persino la morte prematura di un figlio, probabilmente dovuta allo stress eccessivo.

Tanti successi ma anche fallimenti come l’Huffpost live, servizio di broadcasting in tempo reale, un flop costato 12 milioni di dollari. Dopo una rispettabile carriera, qualche screzio con Armstrong e decisioni non condivise al 100%, (non ultima la scelta di inserire l'Huff post nel board di Uber),  sono arrivate le dimissioni in favore di una start up, Thrive Global, che vuole favorire il benessere dei dipendenti in azienda.

Non male per una ragazza greca partita con poca conoscenza dell’inglese e tanti sogni. 

 

di Irene Caltabiano

 
 
 

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