Se i politici non fanno nulla, la lotta agli inceneritori parte dal basso

Dove non arrivano le istituzioni, è compito dei cittadini attivarsi per gli interessi della comunità.

E nel caso delle Mamme no inceneritore, comitato toscano che si impegna per difendere l'ambiente, non hanno certo aspettato che la manna arrivasse dal cielo. Galeotta fu la dichiarazione delle istituzioni locali della costruzione di impianti altamente inquinanti nella piana fiorentina, già zona a rischio per gli alti livelli tossici nell'aria. A parte l'inceneritore per i rifiuti, erano previsti anche un nuovo aereoporto e una terza corsia dell'autostrada. Così un gruppo di mamme si è unito spontaneamente per dire no alle “grandi opere” e sensibilizzare la cittadinanza con iniziative che dessero alternative eco-sostenibili.

Fra i progetti più famosi per ridurre la mole di rifiuti c'è la "borraccia Mamme no inceneritore". I bambini, a scuola, sprecano un sacco di bottigliette di plastica. Perchè allora non optare per un evergreen dell'antispreco in acciaio, che, peraltro, è l' unico materiale che conserva inalterate le proprietà del liquido? Il prodotto è stato realizzato in collaborazione con un'azienda di design bolognese. Risultato? Se si usa la borraccia si evita di buttare almeno 3 bottigliette a settimana, il che vuol dire 156 unità di rifiuti in meno. Finora ne sono state vendute circa 2200.

Mamme no inceneritore non si ferma certo qui. Sono tornati in pista con Che aria tira?, nuovo progetto in crowdfunding per realizzare una rete di centraline per la misurazione della qualità dell'aria. Gli strumenti analizzanno presenza di polveri, monossido di carbonio, temperatura e umidità così da avere un quadro completo della situazione e comprendere quali sono le maggiori fonti di inquinamento. La gran parte delle centraline funziona autonomamente, sfruttando l'energia solare. Il progetto verrà realizzato con partner autorevoli: medici, ricercatori, università, diverse professionalità che daranno basi solide all'iniziativa.

Cosa si farà con i dati raccolti?

Saranno pubblicati su una piattaforma pubblica che raccoglierà le misurazioni di altre centraline, così da poterli confrontare. I documenti verranno utilizzati per uno studio scientifico partecipato, concernente sia il rilevamento dell'inquinamento atmosferico sia gli effetti sulla salute umana. Al momento il progetto si concentra sulla zona della piana fiorentina ma potrebbe essere replicato ovunque.

La campagna, conclusasi circa un mese fa, ha raccolto più dei 15.000 euro previsti. Un risultato che promette bene, sia per il comitato che per i sostenitori, evidentemente sensibili al tema. Non vediamo l'ora di sentire il secondo capitolo della storia.

 

di Irene Caltabiano

 
 

 

 

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