Caro entusiasmo tanto desiderato

Mezzo vuoto e mezzo ‘appieno’ 

Quante persone e situazioni ci lasciano a desiderare? Come facciamo poi a esserne entusiasti? Ci sono relazioni, incontri e fatti che non ci soddisfano ‘appieno’ ma che, anzi, lasciano dentro un senso di ‘vuoto’. Eccola qua, ‘sentite’ la mancanza di qualcosa? Qualche nostro bisogno non soddisfatto reclama attenzione. La questione si potrebbe già ridurre al millenario binomio vuoto-pieno. Se tutto lascia a desiderare, siamo vuoti. Cosa ci potrà riempire di nuovo?

Lasciar desiderare le stelle

Vedrete che il vuoto che si apre da queste situazioni ci renderà migliori, anche se quello che pensiamo di avere ora, non ci basta e non ci gratifica. ‘Che sconforto’ penserete. Invece no. Il desiderio è il punto di partenza. Nella sua etimologia il de-siderare ha a che fare con le stelle perché è sia un interrogale che un fissarle attentamente. Nel suo primo significato designa il ‘sentire la mancanza’ di qualcosa, la sua assenza e si fa portatore di un sentimento svuotante (ad esempio quello legato  alle persone, fatti o situazioni di  cui sopra).

Sì, desidera? Entusiasmo grazie!

Non mi farò desiderare troppo e vi dirò come la vedo. Una volta che ci siamo svuotati per bene, e abbiamo tolto lo sguardo dalle stelle, è il momento di tornare a fissarle. Desiderare non basta, se vogliamo le stelle dobbiamo muoverci, averle con noi vuol dire con-siderare che l’entusiasmo è quello che serve!

‘Mi sento da Dio’. La cura dell’entusiasmo

 

L'entusiasmo è una sostanza che, nelle giuste condizioni, il nostro cervello sa produrre da solo per mantenerci in salute. Infatti provare entusiasmo è un’esperienza psichica e biologica che ha sorprendenti effetti sul nostro sistema immunitario. Quando è presente in minime quantità ecco, invece, che insorgono ansia e depressione. Ma l’entusiasmo va anche generato e nutrito.

Ispirazione di pienezza

La sua etimologia indica un essere ‘pieni di Dio’, una condizione di pienezza tale che induce un’incontenibile spinta all’agire con tutti se stessi. L’entusiasta è invaso di un’ispirazione divina che ne accende l’anima e infonde forza e furore! Si riempie di un sentimento intenso di desiderio che lo connette a quel nume o musa che opera  in lui. Così si torna dal vuoto al pieno.

Le stelle-mete

Ricapitolando: l’entusiasmo, che nasce nel vuoto, da un desiderio insoddisfatto e manchevole, finisce poi per appagarsi nella pienezza del senso del divino che è in ognuno di noi. Le stelle, tuttavia, non basta fissarle vanno anche raggiunte, ecco perché all’entusiasta serve una meta. Una o tante piccole stelle – mete quotidiane che accendano fuochi nel cuore e imprimano energia ai suoi passi. Tutta l’energia scaturita da questo entusiasmo ci aiuta a goderci la vita. A stare fermi, si sa, non succede nulla.

 

 Se quello che ci ‘lascia a desiderare’ ci svuota e non ci gratifica, faremo in modo di cambiare quello che non ci piace, si spera, per indirizzare le energie verso altro che ci ispira, appaga e riempie. Prima bisogna comprendere e ringraziare la necessità di questo svuotamento che all’inizio può sembrarci deludente ma che è invece il motore primo di tutto.

Entusiasta non guasta

Il desiderio (vuoto) ha fatto il giusto spazio all’entusiasmo (pieno) di cui abbiamo bisogno!  Ma è necessario cercare e coltivare questo entusiasmo con piccole curiosità e passioni quotidiane. Non aspettate l’aiuto dell’ispirazione divina, gli stimoli vanno creati! L’importante è iniziare e sapere che anche gli stati d’animo sono virali! Quindi, che tu sia ginnasta, cineasta, giochi a canasta, dici basta, fai l’iconoclasta o sei uno che contrasta, insomma ovunque tu abbia le mani in pasta … fallo da entusiasta!

di Laura Pugliese

 
 
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