Capim dourado, l'oro vegetale

La brillantezza è la stessa e l’effetto estetico lascia a bocca aperta. 
 

Non è metallo, ma un materiale 100% vegetale. Il capim dourado è la nuova frontiera di bigiotteria e gioielli. La particolare pianta si trova in Brasile, nella regione del Jalapao. L’area, generalmente desertica, racchiude un vero e proprio tesoro, i campi dorati di quest'incredibile risorsa. Il capim veniva già lavorato dagli indios per la realizzazione di collane, bracciali, orecchini, borse e oggettistica varia, cucito con spine di cactus. La sua lucentezza non varia nel tempo, neanche a contatto con l’acqua.

Coltivazione e lavorazione
 

La pianta assume la preziosa colorazione solo una volta giunta a maturazione. Al momento della raccolta ha l’aspetto di una rosetta di foglie di circa 4 cm, accompagnata da un lungo stelo.

I fusti vengono tenuti a riposo due giorni e, successivamente, immersi nell’acqua per farli diventare più flessibili per la cucitura . Inizialmente  come filo veniva  usato il buritì, filamento presente all’interno dell’omonima palma. Negli ultimi anni, per evitare l’abbattimento di piante che altrimenti rischierebbero l’estinzione, viene utlizzato il rocchetto di seta dorato, che crea un piacevole effetto filigrana e dona luminosità agli oggetti.

Particolarità?
 

Il materiale è anallergico, eco-sostenibile e estremamente leggero. Inoltre la lavorazione del capim dourado consente di tutelare tradizione  e artigianato locale.

Una lavorazione senza ombra di sfruttamento o uso irrazionale delle risorse, principale fonte di reddito degli abitanti del Jalapao. In Brasile si sono moltiplicati gare e concorsi per la miglior lavorazioni del capim dourado, per espandere la produzione, conquistare altri mercati e far conoscere al mondo la bellezza di questo materiale.

Una pianta che, letteralmente, vale oro. 

 

di IRENE CALTABIANO

 

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