C’è una start up che riporta in città le farfalle … prima di metterle a tavola

L’uomo è affetto da un grave disturbo di percezione

InsettoPensa di essere il centro di tutte le cose. Così, pur avendo dovuto rinunciare all’idea che sia il Sole a ruotare intorno alla Terra, in molti casi è rimasto strenuamente attaccato alla convinzione di rappresentare la specie più importante, quella in funzione della quale tutto, nel mondo vegetale e animale, è stato creato. Ebbene, una rapida occhiata ai numeri dimostra con estrema chiarezza quanto quest’immagine mentale sia lontana dalla realtà. 
 
 
Vi siete mai chiesti quante funzioni svolge un insetto, peraltro in forma del tutto gratuita? Tra le tante, l’impollinazione, la rimozione di sostanze in decomposizione, e la soppressione di insetti nocivi. 
 
Smart_BugsInsomma, cambiare il modo di guardare a questi organismi non è solo auspicabile, ma probabilmente necessario. Così, mentre il senso comune ha spesso considerato gli insetti qualcosa di fastidioso, sgradevole e comunque da combattere, c’è chi li approccia come una risorsa preziosa, uno strumento versatile e dai molteplici impieghi (zootecnia, ecologia, alimentazione): tra questi, la start up Smart Bugs fondata a Ponzano Veneto (Venezia) da due giovani laureati in biologia, Pier Paolo Poli ed Emanuele Rigato, rispettivamente di 30 e 27 anni. 
 
L’Insect Farm, finanziata dai fondi del Piano di Sviluppo Rurale, parte dall’assunto secondo cui “l’uomo ha un compito primario, che è preservare l’ambiente in cui vive. La parola d’ordine è ecosostenibilità”. 
 
 

Cosa ne facciamo degli insetti?

L’83% delle specie animali che popolano la Terra sono costituite da questi, e prossimamente diventeranno una delle principali fonti di proteine per l’uomo. Intanto, per sfruttarne pienamente le peculiarità, è necessario conoscerne cicli vitali e metodi di allevamento”. Così si legge sul sito di Smart Bugs. 
 

Di cosa si occupa la Insect Farm?

Smart_BugsIl punto di forza della start up è stato, nel primo anno, il kit della farfalla Macaone. Ne sono infatti stati venduti circa 1.000 pezzi online con un obiettivo ambizioso: far tornare l’animale nelle città. 
È ormai evidente che le farfalle sono quasi del tutto sparite dai centri urbani: ciò dipende dallo scarso numero di prati maturi e stabili esistenti. Queste possono essere comunque liberate in qualunque punto, in quanto sono in grado di muoversi anche fino a 10 km al giorno, per trovare il posto più adatto in cui vivere.
 
Il Macakit costa 20 euro ed è dotato di tutto l’occorrente per allevare la farfalla Macaone (Papilio machaon), tra cui il mangime speciale in polvere, i supporti per le crisalidi, e una capsula Petri contenente i bruchi. “Le prime ad acquistarlo sono state le scuole e le famiglie. Sicuramente si tratta di un’attività in cui è facile coinvolgere anche i più piccoli, ma non è un gioco. Ci piace pensarla come un momento di sensibilizzazione”. Così Pier Paolo Poli ed Emanuele Rigato, che hanno commercializzato anche il Bombyx Kit, utile a scoprire in che modo il bruco si trasforma in farfalla. 
 
Smart Bugs alleva inoltre alcune specie (Cavolaia maggiore, Vanesse e Macaone) per rilasci coreografici (butterfly release) nell’ambito di feste, inaugurazioni ed eventi. Per una nuvola colorata ne servono almeno 25: il costo complessivo è di circa 100 euro. 
 
Smart_BugsLa Insect Farm fondata da Pier Paolo Poli ed Emanuele Rigato si occupa anche di ricerca e sviluppo collaborando con università e altre imprese. Nello specifico, oltre a studiare i possibili scenari offerti dall’entomofagia (alimentazione tramite insetti), sta mettendo a punto una dieta sostitutiva per il baco da seta e per gli stadi larvali di Papilio machaon. Smart Bugs sta inoltre lavorando a nuove tecniche di allevamento per la specie Hermetia illucens, nell’ottica di un suo utilizzo per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti. 
 
Vi sembra un’immagine degna di stomaci forti, quella di un essere umano che si ciba di insetti? Ancora una volta i numeri possono aiutare a rovesciare una convinzione apparentemente incontrovertibile. Gli animaletti tanto odiati contengono infatti fino all’80% di proteine, e un quantitativo di ferro nettamente superiore a una bistecca. Inoltre, se per ottenere un chilo di carne bovina sono necessari 15mila litri di acqua, per un insetto ne basta meno di un millesimo. Insomma, nel futuro, se la legge italiana si adeguerà al passo di altri Paesi europei, potremmo essere più sani e rispettosi dell’ambiente al costo di un piccolo sacrificio. Quello di un pregiudizio. Siete pronti?
 
 
 

 

 

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