Bucce d'arancia miracolose: com'è rinato il parco di Guanacaste

Dalle arance nascono i fior

parco-del-guanacasteLa natura non si arresta. Sembra che alberi e arbusti trovino sempre il modo di rinascere, anche nel territorio più arido del mondo. A dimostrarlo è l’evento straordinario accaduto nel parco nazionale di Guanacaste, Costa Rica, territorio protetto dall’Unesco.

La storia

Era la metà degli anni Novanta e l’azienda produttrice disucchi d’arancia Del Oro stava cercando un modo per liberarsi di migliaia di polpe e bucce di scarto. Daniel Jansen e Winnie Hallwachs, biologi dell’Università della Pennsylvania interessati a verificare gli effetti delle bucce di agrumi su terreni poco fertili, proposero uno scambio. Se la Del Oro avesse donato una parte dei suoi terreni boschivi, l’azienda avrebbe poi potuto scaricare i suoi rifiuti organici in un’area degradata e non utilizzata del parco stesso.

bucce-d'aranciaAffare fatto: mille camion carichi di bucce d’arancia trasferirono gli scarti su quel terreno. Tuttavia la TicoFruit, società concorrente, denunciò la Del Oro, accusandola di aver contaminato un parco nazionale. La Corte Suprema del Costa Rica le diede ragione e quel terreno fu abbandonato per sempre.

La rinascita

Dopo circa sedici anni, Timothy Treuer, studente dell'Università di Princeton, decise che quell'angolo di foresta sarebbe stato il suo argomento di tesi. I due ricercatori, spinti dall'entusiasmo del ragazzo, decisero così di tornare in quella zona. Ci vollero due viaggi per individuarla. «Non credevamo ai nostri occhi. L’area era così completamente avvolta  e ricoperta da alberi che non riuscivamo nemmeno più a vedere l’insegna che segnalava dove si trovava il sito».

guanacasteIl territorio aveva avuto un aumento di circa il 176% di biomassa. Da un terreno che sembrava morto era nata una foresta piena di alberi.  «In alcuni punti era difficile penetrare anche con il machete». Jansen e Hallwachs affermano come l’evento sia interessante a livello mondiale. «Le bucce d’arancia hanno arricchito il terreno delle foreste tropicali in modo impressionante». E il tutto a un costo praticamente nullo.

Nuove frontiere

La soluzione? Forse si potrebbe lavorare per una migliore connessione tra aziende e comunità ambientali. In modo da sviluppare un circolo virtuoso che utilizzi al meglio gli avanzi della produzione alimentare industriale e dando vita alla migliore forma di riciclaggio possibile: quella 100% naturale.

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di Irene Caltabiano

 

 

 

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