Botteghe Digitali: il racconto è il miglior social per esportare le eccellenze italiane

Tiger, Ikea … e talvolta anche un’incursione nel poco rassicurante mondo del made in China

Eccellenze_italianeArredare casa con uno stile che unisca accoglienza, calore e personalità senza spendere un occhio della testa si rivela spesso un’impresa. 

Questo ha decretato la fortuna delle catene low cost nord europee, che, soprattutto nel caso di esigenze last minute e/o imprevisti, vengono rimpiazzate dal cinese sotto casa.

La bellezza salverà le aziende italiane

Tuttavia, il richiamo del buon gusto è un’esigenza probabilmente insopprimibile, nell’animo umano, e ciò ha consentito di sopravvivere ad alcuni tra i più gloriosi marchi di artigianato dislocati sul territorio. 

Ovviamente, la permanenza sul mercato sta imponendo loro comunque un cambio di passo, un salto di qualità connesso al modo di comunicare, più che al prodotto offerto.

 

Se non sei in Rete (appropriatamente), non sei nessuno

Gabbiani_MuranoChi infatti, in veste di potenziale cliente, non ha provato almeno una volta nella vita un acuto senso di frustrazione e impotenza quando, dopo aver scovato il sito di un produttore artigianale di borse in pelle, orecchini o lampade con sede a centinaia di chilometri di distanza, non è riuscito a effettuare un ordine  in quanto non era indicato alcun recapito?

Modernizzare, facilitare il flusso di informazioni da e verso l’azienda, esemplificare il processo distributivo. 

Sono questi alcuni degli imperativi a cui devono rispondere le eccellenze del made in Italy, per tamponare il dilagare dei prodotti low cost in serie. 

Ed è fondamentale, in tal senso, familiarizzare con i social, “disegnarli” su misura della propria storia, filosofia produttiva e stile. Insomma, piegarli alle proprie, peculiari, esigenze. 

È dietro l’angolo, infatti, il rischio che Facebook, Instagram & Co, se utilizzati con l’assenza di consapevolezza e/o l’entusiasmo indiscriminato di un teen ager, si tramutino in armi improprie, boomerang capaci di travolgere nell’onta 2.0 perfino i brand più prestigiosi e consolidati.

 

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Botteghe Digitali: innovare è come respirare

Gabbiani_MuranoIl progetto è stato lanciato lo scorso anno da Banca IFIS, allo scopo di dare nuova linfa all’artigianato italiano puntando sullo storytelling agito attraverso i social. 

Uno strumento, questo, a  volte sottovalutato, soprattutto dai marchi nati in epoca analogica, ma che presenta indubbi e versatili vantaggi, oltre che opportunità di sviluppo.

È ormai chiaro, nell’ambito del marketing, che il racconto è una leva preziosissima, per entrare il contatto con il potenziale cliente e sbaragliare i numerosi concorrenti. 

Qualcosa di paragonabile all’arte seduttiva nell’accezione persuasiva del termine, un tempo affidata a vip e sex symbol reclutati per spot pubblicitari più o meno memorabili.

La prima edizione di Botteghe Digitali ha offerto l’opportunità a 4 artigiani italiani di ripensare interamente il proprio assetto, avvalendosi del sostegno dell’istituto di credito in attività quali la stesura del business plan, il re-design del prodotto e la definizione di una strategia social.

Pensare digitale per agire in modo globale. 

Si può riassumere così lo spirito che anima il progetto, finalizzato a tradurre in realtà la rivoluzione 4.0. La seconda tornata dell’iniziativa, in partenza in queste settimane, si sta caratterizzando per un ampliamento della platea di beneficiari, che sono raddoppiati (sei in più del 2016).

Piccolo è bello. Soprattutto se sa sfruttare i social per dimostrare la sua eccezionalità e rendersi indispensabile/insostituibile. Qualcosa a cui nessun oggetto Ikea potrà mai aspirare, per quanto funzionale o esteticamente accattivante. 

 
francesca garrisi
 

 

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