Bio Farm Orto: c’è più gusto a raccogliere con le tue mani quello che mangi

Pre-occuparci di ciò che mangiamo ha ripercussioni che vanno bel oltre il “semplice” livello di colesterolo o trigliceridi

FruttaFare attenzione a quello che mettiamo nel piatto non è solo necessario per mantenerci fisicamente in salute, ma gratifica anche il palato…e contribuisce a tenere alto l’umore. Il rapporto di causa – effetto tra modalità di scelta del cibo e qualità della vita, a mio avviso, ti presenta il conto già nel breve periodo.

Metti nel carrello quel merluzzo in offerta, pescato in acque non meglio precisate, ti fai ingolosire da quei frutti di bosco prodotti in Spagna che il supermercato sotto casa propone a prezzi stracciati, e, ingenuamente, ti convinci di aver fatto un affare. Finché il sapore di plastica del primo, o il retrogusto di acqua amara dei secondi, ti riporta con i piedi per terra, ti deprime le papille gustative, e ti lascia addosso un palpabile senso di fastidio. Come spendi, mangi, recita un adagio popolare … e in generale ci azzecca.

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Bio Farm Orto: la sfida possibile è coniugare il chilometro zero con la grande città

Arianna-Vulpiani-Bio-Farm-Orto

Raccogliere i pomodori che metterai nell’insalata o le bietole che preparerai per cena. Chi l’ha detto che questo scenario sia destinato a restare un sogno, per chi vive a Roma o Milano? Qualcuno ha dimostrato che tenacia e bisogno sono grimaldelli infallibili, capaci di spalancare porte su possibilità in precedenza inimmaginabili.

Arianna Vulpiani, classe 1977, è la temeraria – o meglio, la visionaria – che ha portato a Roma la sharing economy dell’agricoltura. È stata lei, infatti, a creare lo scorso anno Bio Farm Orto, progetto definito di sostenibilità partecipativa e consapevole. La molla che l’ha spinta a lanciarsi nella produzione a chilometro zero è stata la scoperta della celiachia, diagnosticata dopo un lungo periodo costellato da disturbi fisici.

Bio Farm Orto mira a mettere direttamente in contatto agricoltori e consumatori. Questi ultimi affittano una porzione di orto e ne raccolgono i prodotti, mentre gli addetti ai lavori si occupano della gestione dei terreni, che si trovano sulla via Tiberina, in zona Prima Porta.

 

Arianna Vulpiani preferisce comunque usare un verbo più evocativo e umano, per indicare il ruolo giocato dai consumatori. Nello specifico, infatti, parla di orti “adottati”. La sua Bio Farm, spiega, mira a far conoscere il volto e l’etica dei produttori.

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Come funziona Bio Farm Orto?

Bio-Farm-OrtoIl progetto, basato su un protocollo biologico, applica il principio di rotazione; una squadra di agricoltori e agronomi specializzati si occupa sia della coltivazione che delle operazioni di manutenzione e controllo. Sono banditi pesticidi e concimi. Frutta e ortaggi sono certificati ICEA; anche miele e uova sono a chilometro zero.

Consapevolezza. È questa la parola chiave intorno a cui ruota Bio Farm Orto; quando ne parla, Arianna Vulpiani sottolinea l’importanza di informarsi sugli alimenti consumati, verificandone caratteristiche ed origine. In tal senso, precisa, quello della convenienza è un falso mito, in quanto spendere meno (denaro) implica una contropartita per l’ambiente e per il nostro benessere psicofisico.

Quando il corpo sta male, la quotidianità viene pervasa da un misto di angoscia, dolore e irrequietezza. L’iter medico che conduce alla diagnosi è spesso fonte di stress e frustrazione, e se il responso non è incoraggiante, il rischio di “accasciarsi” e crogiolarsi nell’autocompatimento è concreto. Rompere questa specie di sortilegio e re-inventare la propria vita richiede forza ma, per trarre da un problema lo spunto necessario a realizzare qualcosa di utile anche per gli altri, è necessario un valore aggiunto. L’empatia di uno sguardo capace di spaziare. È questo che rende doppiamente significativo il progetto di Arianna Vulpiani.

 

 

 

 

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