Begirl, quando l'assorbente è uno status sociale

Le donne e il ciclo, un binomio su cui si potrebbe dissertare per ore.
Assorbenti con ali, senza, profumati, per tripli salti mortali. Nonostante nei supermercati occidentali ce ne siano di tutti i tipi e colori, non consideriamo che al mondo ci sono donne e ragazze si sognano questa varietà. Donne per cui sarebbe sufficiente avere a disposizione anche solo un modello.  
 
In Africa e molti Paesi in via di sviluppo non si ha il necessario  per prendersi cura di sé durante le mestruazioni. Così le ragazze sono costrette ad arrangiarsi come possono, con qualche pezzo di carta igienica e stoffa, strumenti a dir poco inefficaci; quando non si rinchiudono direttamente a casa per tutta la durata del flusso.
 
 
È assurdo pensare che qualcosa di naturale  ostacoli le attività quotidiane e causi forte disagio. BeGirl, azienda specializzata in prodotti per il ciclo mestruale, ha perciò pensato di realizzare 
assorbenti fatti a mano, in parte stoffa e in parte impermeabili , facili da indossare, utilizzare e lavare con poca acqua fredda. 
 
L’obiettivo è riuscire a creare progetti di educazione sessuale, che aiutino le donne a ricevere informazioni utili e corrette su una fase che accompagna la vita di tutte le donne. In molte zone dell’Africa infatti l’ovulazione non solo è considerata un tabù ma è anche il motivo per cui molte ragazze  abbandonano la scuola in giovane età. Solo il 39% delle donne infatti può permettersi questo “lusso” ; le meno fortunate vengono bollate in partenza, con scarsa possibilità di cambiare la propria posizione sociale e contribuendo a diminuire la percentuale di donne lavoratrici in Africa. Assurdo ma vero.
 
BeGirl è un' azienda che mette le donne al primo posto realizzando prodotti per il ciclo mestruale  riutilizzabili e eco-sostenibili, nel rispetto delle risorse del nostro Pianeta. Inoltre, se si acquista un prodotto di questa marca, i soldi vengono in parte destinati a progetti solidali di questo tipo. 
 
Noi donne in primis dobbiamo smetterla di vergognarci di parlare di questi argomenti. È giusto e soprattutto necessario. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 

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