Andria Zafirakou: il riscatto che nasce dall’arte parla una lingua universale

Non tutti gli insegnanti riescono a essere maestri per i loro allievi

Global-Teacher-Prize-2018Condizioni necessarie - ma non sufficienti - per lavorare a contatto con umanità in divenire dovrebbero essere non solo la genuina curiosità verso il prossimo, ma anche uno spiccato senso di cura. Potrebbero apparire banale constatare che chi non è in grado/non vuole confrontarsi con l’Altro dovrebbe avere il buonsenso di tenersi alla larga da un settore quale quello dell’istruzione, ma purtroppo non lo è.

A dimostrarlo, il fatto che quasi certamente ciascuno di noi, per quanto riguarda gli insegnanti incontrati strada facendo, serba nella memoria molti più ricordi grigi, se non addirittura dolorosi e/o angoscianti, che non episodi emozionanti e significativi.

Nei giorni scorsi a Dubai è stato assegnato il Global Teacher Prize, riconoscimento dedicato al miglior insegnante dell’anno su base mondiale. Sebbene valutazioni del genere dovrebbero fondarsi su un variegato spettro di parametri, e quindi scaturire da una sorta di media pesata tra i giudizi degli addetti ai lavori e quegli degli “utenti finali” (ovvero gli ex allievi), indubbiamente la designazione del vincitore offre, di volta in volta, stimolanti spunti di riflessione.

Ad aggiudicarsi il Global Teacher Prize 2018 è stata Andria Zafirakou, insegnante inglese di 40 anni che lavora alla Alperton Community School, nel sobborgo londinese di Brent. Il riconoscimento le è valso, contestualmente, un milione di dollari da destinare a progetti educativi.

 

Quando far dialogare i popoli è materialmente difficile

Andria-ZafirakouAndria Zafirakou, di origine greca, insegna arte e cucito in un’area della metropoli in cui la declinazione virtuosa del concetto di crogiolo razziale non è immediata o scontata. La percentuale di immigrati in Brent è consistente, molti di questi provengono dall’Europa Orientale, dall’India e dalla Somalia, e le lingue parlate sono circa 130.

Attingendo al noto e sempre efficace meccanismo di semplificazione, i media hanno raccontato che Andria Zafirakou ogni mattina aspetta all’ingresso di scuola gli studenti, e saluta ciascuno nella sua madrelingua. Così, spiega, la connessione scaturisce con naturalezza. Sicuramente il buongiorno si vede dal mattino, ma chiaramente non basta, da solo, a creare le condizioni per un presente diverso, considerando che il Brent è una delle zone inglesi con il più alto tasso di omicidi.

Se la cultura scende dal piedistallo, diventa ghiotta occasione di riscatto

Andria-ZafirakouMentre riceveva il Global Teacher Prize Andria Zafirakou ha voluto ricordare i suoi ragazzi, rilevando con quanti ostacoli siano costretti a fare i conti quotidianamente. A rendere disagevole la situazione domestica contribuisce non solo il fatto che spesso la lingua inglese è off limits, ma anche e soprattutto la povertà e il sovraffollamento. Così, quando bisogna accudire nidiate di fratelli minori e fare i turni con altre famiglie per usare la cucina, frequentare le lezioni non è esattamente una priorità.

Tuttavia, non bisogna mai sottovalutare la tenacia e l’energia che può investire un adolescente nello studio, quando percepisce un insegnante come autorevole. Così, spiega Andria Zafirakou, i suoi ragazzi sono disposti anche a grandi sacrifici, pur di partecipare alle lezioni e svolgere i compiti assegnati.

L’arte, fa notare, rappresenta una sorta di grimaldello in grado di scardinare cliché e pregiudizi, offrendo ai giovani le condizioni ideali per sperimentarsi e mettere a fuoco sé stessi. Un parallelo, questo, che può essere esteso alla cultura tour court e che, in un certo senso, svela il segreto di quelli che vengono decretati maestri dai loro allievi.

Andria_ZafirakouUn insegnante degno di questo nome unisce alla sincera passione per la materia l’acuta attenzione per i giovani e le loro peculiarità. Dimostra così la sensibilità necessaria ad approcciare ciascuno di loro rispettandone l’indole. L’adolescente percepisce di avere davanti a sé un adulto carismatico, che lo nutre e lo rispetta, e questo innesca un meccanismo virtuoso preziosissimo, ovvero l’immedesimazione. A questo punto dare il massimo, restituire simbolicamente l’impegno che è stato donato, diventa una sorta di imperativo interiore.

E i frutti, gustosissimi, arrivano puntuali … e numerosi. Parola di un’ex studente di liceo classico che, al pari dei suoi compagni di classe, si trovava molto più a suo agio con derivati e integrali che non con la metrica greca.

 
francesca garrisi
 

 

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