Anche a Roma i muri diventano gentili

In tempo di guerra le armi con cui combattere sono solidarietà e gentilezza.
 

È proprio dall'Iran che la scuola Marymount di Roma ha preso ispirazione per creare il suo muro della gentilezza. «Se non ti serve appendilo, se ne hai bisogno prendilo». Quasi uguale alla frase scritta sul muro di Mashad, dove i cittadini hanno cominciato a lasciare abiti inutilizzati per i senza tetto o per chiunque ne avesse bisogno.

 
Chi passerò da via Cassia 1761, a partire  dal 19 Marzo, vedrà un coloratissimo muro, opera degli studenti della scuola superiore insieme allo street artist Mario D'amico.La professoressa Giovanna Iorio ha preso spunto dal concetto di gentilezza del Dolce Stil novo per spingere gli alunni a creare un simbolo di rispetto e condivisione. 
 
Una vendita di dolci fatti in casa è servita a raccogliere i fondi per comprare vernici, pennelli, cesti, guanti e ganci. I ragazzi hanno poi preparato alcuni bozzetti sottoposti a D'amico, che ha scelto un elemento del progetto di ciascuno per trasferirlo sul murale. Un'occasione per incentivare la collaborazione e la sociealità e insegnare la cura e il rispetto del prossimo. 
 
Saranno infatti gli studenti a prendersi cura del muro, aiutati dagli scout del gruppo Agesci Roma 2. Il progetto ha avuto il patrocinio gratuito del V Municipio e sorgerà proprio sulla via Francigena. « Un bellissimo simbolo per i pellegrini che giungono  per il Giubileo della Misericordia» dice il presidente Daniele Torquati. 
 
Si spera che la scuola sia d'esempio anche ad altri istituti della Capitale. È importante ricordare, soprattutto alle nuove generazioni, che  per ogni evento negativo,  dall'altra parte del mondo qualcuno sta facendo del bene. 
 
 
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