Amazon Go, breve viaggio nei segreti del successo di Mr Bezos

Amazon, l'impero colpisce ancora

amazon-goBene o male, purchè se ne parli.

Il gigante di Seattle, l’azienda che in poco più di trent’anni ha creato un vero e proprio impero. Tra alti e bassi, aspre critiche e grandi elogi, non si può negare che la società di commercio elettronico cerchi sempre di reinventarsi e trovare nuove idee per incrementare il proprio business.

L’ultima da casa Bezos è l’apertura di Amazon Go. Cos’è? Il primo supermercato senza casse. Nemmeno l’ombra di un commesso né di soldi in contanti. La spesa si pagherà direttamente con il proprio account Amazon, scaricando l’app sul cellulare.

Lato umano è qualcosa che inquieta, prospettandoci un futuro in cui l’interazione personale sarà sempre più ridotta. Tuttavia, siamo sicuri che se fossimo Jeff Bezos non adotteremmo la stessa strategia?

Grazie ad un interessante articolo di Ben Thompson su Stratechery, blog di analisi di strategie finanziarie, ci è più chiaro perché Amazon, con le sue scelte, è destinata a durare ancora per molto e assumere sempre maggior potere finanziario.

Amazon go: il tempo è denaro

amazon-go-3Un cassiere è un costo marginale (perdonate l’economichese). Cioè? Una macchina, ahimè, è sicuramente più veloce di una persona a vendere. E anche quei pochi secondi di differenza, per l’imprenditore diventano denaro.

Nel caso di Amazon Go, telecamere e sensori che controllano clientela e acquisti sono costi fissi (come ad esempio può esserlo l’affitto. Se un negozio costa 1000 dollari di affitto quest’ultimo rappresenta un costo fisso, che i clienti siano cento o mille al mese).

Il costo delle apparecchiature e lo sviluppo del software alla base di Amazon Go rappresenta inizialmente un esborso consistente, ma che, nel lungo periodo, porterà a grossi guadagni.

Quella cifra infatti non avrà bisogno di essere “spesa di nuovo”, al contrario del mantenimento costante di un impiegato.

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Di Amazon e di altri big

sundar-pichaiQualche esempio concreto?

Era sicuramente costoso sviluppare Windows, ma lo stesso software poteva essere replicato su tutti dispositivi.

Google? La costruzione del celebre motore di ricerca sarà stato un lavoro immane ma la ricerca era estesa a chiunque possedesse una connessione Internet.

Stesso discorso per Facebook. Costo enorme ma profitto moltiplicato su miliardi di persone a cui mostrare annunci pubblicitari.

In poche parole grossi costi fissi per avere in cambio possibilità di fare soldi su larga scala.

E Amazon?

Jeff BezosL’azienda sfrutta il software per creare un’economia orizzontale, che tragga profitto dagli effetti di rete. Cioè? Differenti prodotti per un comune processo di vendita.

Nell’e-commerce ad esempio, un maggior numero di acquirenti online porta a un incremento del numero di fornitori che, di conseguenza, portano ad ancora più acquirenti.

Allo stesso tempo Amazon si muove verticalmente. La società infatti cerca di integrare nel proprio business il maggior numero di passaggi per giungere al prodotto finito.

In questo caso l’azienda di Bezos non solo produce sempre più merce con l’etichetta Amazon, ma anche nella logistica la società ha i propri aerei, camion, servizi di corriere e droni per la consegna dei prodotti.

«Essere orizzontali e verticali è incredibilmente difficile» dice Thomson «le aziende orizzontali spesso tradiscono il loro modello economico cercando di differenziare le loro offerte verticali; le aziende verticali perdono la loro differenziazione cercando di raggiungere tutti» .

Ciò, tuttavia, fornisce un indizio su come Amazon sta costruendo la sua enorme forza: i modelli economici standard ( essere necessariamente verticali o orizzontali) possono essere superati se la priorità non è la massimizzazione del profitto a breve termine.

 

Il caso Kiva  Systems

kiva-systemsL’acquisizione dei Kiva Systems, la spesa più grossa fino ad oggi nel bilancio Amazon, è un chiaro esempio della suddetta strategia.

 Kiva systems ( oggi Amazon Robotics) crea i robot per i centri di evasione ordini, capaci di conservare, spostare e ordinare merci in maniera facile e veloce.

Kiva systems aveva già il suo range di clienti e  Amazon poteva comprare i robot ad un costo minore. Tuttavia, l’azienda di Bezos ha comprato Kiva per evitare che lo facessero altri, perché non era interessata a condividerne il potenziale con ulteriori concorrenti.

Una spesa enorme per massimizzare i profitti finali. Una mossa “sbagliata” a breve termine per massimizzare i guadagni a lungo termine.

Probabilmente Amazon punta tra cinque-dieci anni ad aprire una catena di negozi Amazon Go, che venda principalmente prodotti Amazon e potenziati da centri di adempimento Amazon. 

Un’egemonia difficile da spezzare. 

 

di Irene Caltabiano

 

 
 

 
 

 

 

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